Avevo così tanta paura che mi aspettavo arrivassero dentro casa soldati armati di mitragliatore pronti a sparare alla mia famiglia o che arrivasse un tremendo tsunami e spazzasse via tutta Montegrotto. A sette anni mio nonno per natale mi regalo una macchinetta telecomandata che grazie ad un apposito tasto poteva saltare fino a sessanta cm e la play station 2.A otto anni mi successe una cosa che mi distrusse il cuore a metà due mesi prima di natale, morì mio nonno, io ero molto legato a lui io con lui ho trascorso i momenti più belli della mia vita non c’è mai stata una volta che non andavamo d’accordo e quel natale senza di lui era un natale triste. Nonostante questo è stato un bel giorno con tutti i cugini e parenti che sono venuti a vedermi. All’età di sei anni iniziavamo a giocare a calcio tutti insieme e c’era chi lo praticava. Ma la mia maestra preferita era la Silvia quella del pomeridiano. Storie di sogni e desideri, di soddisfazioni e delusioni, di aspettative e disillusioni, di gioie e dolori, e tutto quello che può riempire le nostre vite. A volte non ho neppure voglia di mangiare sentendo queste cose che ti fanno venire rabbia, paura, disprezzo, insomma tutte cose negative. Fai una presentazione e una descrizione di te stesso. Per ora in quest’anno non sono accadute cose relativamente brutte, e spero che per il prossimo periodo, le persone malvagie ci concedano una “tregua”: secondo me succedono queste cose perché le persone vogliono sempre essere “sotto i riflettori”, vogliono mettersi in mostra e quindi commettono atti di terrorismo, guerra, violenza o cose così, ma non capiscono che così concluderanno la loro vita in carcere, mentre le persone che si accontentano della vita a loro concessa senza creare guai alle altre persone o al mondo intero, potranno godere di più tranquillità e pace : spero che da “grande” sia anch’io responsabile e maturo, come lo sonno gli adulti che mi circondano, e se lo sarò, sarà soprattutto merito delle persone che mi circondano ora e mi fanno imparare le cose giuste da applicare nella vita. La mia prima adolescenza fu trainata dalla guerra in Siria, dalle catastrofi in Giappone, dalla morte di Steve Jobs, il grande informatico. Mi sembra molto tranquillo, umile e sa cos’è la povertà, mi piace come papa A scuola ero molto corretta, chiacchieravo poco ed ero un po’ pigra nello studio e anche nello sport; la fatica non fa proprio per me! La maestra di italiano ci aveva iniziato a parlare dell’unità d’Italia, dei suoi fondatori e della fatica che hanno dovuto fare per creare questo stato. Per tenere sempre la mente in funzione le maestre ci davano anche i compiti e gli esercizi per casa, ma io non volevo farli anche se dovevo, ma con buona volontà gli ho sempre fatti tutti i giorni. Beh, che dire dell’anno in corso? Parliamo delle lezioni. “Caro diario, tra qualche mese frequenterò il terzo anno della scuola secondaria di primo grado . Il 2012 fini normalmente e iniziò il 2013, l’anno corrente. Il 201è invece a metà della sua vita ed è già successo una cosa incredibile: l’elezione del nuovo papa! A dieci anni mi regalarono il weikbord una specie di skate pero solo a due ruote. Modifica ), Stai commentando usando il tuo account Google. Dopo un mese circa dall’ inizio della scuola ho compiuto sette anni. tra qualche mese frequenterò il terzo anno della scuola secondaria di primo grado. 2- “Caro diario, tra qualche mese frequenterò il terzo anno della scuola secondaria di primo grado. La mia testardaggine, in certi casi, mi aiuta a non farmi mettere i piedi in testa; poi c’è la mia curiosità, che a volte è eccessiva, e il mio altruismo che non è da buttare via. Avevo tantissimi parenti che erano venuti per vedere la loro nipote. Ho tanta paura. Anche la terza e la quarta sono passate al meglio anche se le maestre pretendevano di più da noi. Dopo aver superato la seconda elementare e quindi andando in terza avevo già iniziato un buon rapporto con i compagni e le maestre. Per una settimana non parlai con loro poi per conoscerli meglio iniziai a stare con alcuni di loro. Visualizza altre idee su scuola, istruzione, scuola elementare. Questo è l’anno più “difficile” perché si apprendono molte cose nuove e argomenti più complessi. Appena varcata la soglia della scuola il cuore mi batte forte, e chiedo al bidello quale fosse la I B, lui me la indica come la prima a sinistra. Non è un caso che proprio quell’anno ci parlò dell’unità d’Italia, infatti il 17 marzo 2011 era l’anniversario dei centocinquant’anni dell’unità. Tutte le mie preoccupazioni erano inutili, anche quando avevo dovuto affrontare il primo giorno di scuola elementare: era una bellissima giornata di sole; i cancelli della scuola Busonera erano aperti per dare ai nuovi arrivati un caloroso benvenuto , e come se non bastasse, c’era anche un banchetto con sopra caramelle e dolcetti vari. Ho paura! Narra di te facendo riferimento ad importanti eventi mondiali. A nove anni mia zia mi regalò la bmx di colore argento e con incollato il disegno della bandiera italiana. E dopo gli europei, le olimpiadi! (aula informatica) Racconta in forma autobiografica la tua permanenza alla scuola primaria, soffermandoti sugli aspetti sopra citati. Non sono più un bambino…” Racconta alcuni episodi auto biografici importanti della tua fanciullezza. “Caro diario, tra qualche mese frequenterò il terzo anno della scuola secondaria di primo grado. Era strano dover star per molte ore seduta in un banco ad ascoltare la maestra che parlava, parlava e parlava; poi invece con il tempo mi sono abituata e tutto diventava naturale. Non vengo più classificato come “bambino” alla mia età ma ragazzo. Non pensavo che sarebbe successo ancora un disastro del genere dopo quello del 2009 in Abruzzo. “come fanno alcuni ad odiare la scuola?” Terribile! 23/05/13 La vita di ciascuno si intreccia con la Storia, avvenimenti di portata mondiale piacevoli o terrificanti Caro diario, tra qualche mese frequenterò il terzo anno della scuola secondaria di primo grado. Il 2008 è stato un anno molto difficile per me perché ho perso il mio nonno materno. In poco tempo imparai a nuotare; a tuffarmi e a non aver più timore delle profondità delle piscine. Se vuoi ricevere informazioni personalizzate compila anche i Ai miei otto anni, durante l’estate, anche io e i miei genitori andammo verso l’Argentina, ma solo per un mese. Io ero sempre stato “visponcello” di carattere anche quando ero piccolo e avevo un amico nemico che ci picchiavamo sempre anche nelle ore di lezione perché lui mi prendeva in giro e io mi alzavo dalla sedia e lo picchiavo. Ero emozionatissima, mi tremavano le gambe e soprattutto speravo che almeno una delle mie compagne dell’asilo fosse in classe con me. Un ricordo in particolare è stato l’ultimo martedì del mese di maggio, quando anche a scuola nostra c’è stato un terremoto: usciti eravamo tutti terrorizzati ma per fortuna la paura è stata stroncata sul nascere. Io all’età di sei anni dopo aver finito il l’asilo ho iniziato la scuola elementare,il primo giorno ho conosciuto i miei compagni e le maestre. Finalmente quel giorno arrivò. Ecco la tracklist di In questa storia che è anche la mia: Capostoria 1. Però sempre in quello stesso anno il mio cane ha fatto ben sei cuccioli, mi ricordo che quando tornavo a casa da scuola vedevo tutti questi cagnolini che mi assalivano dalla gioia perché ro tornato a casa. Racconta in forma autobiografica la tua permanenza alla scuola primaria, soffermandoti agli aspetti sopra citati. Nuove avventure, nuovi compagni, nuovi professori, insomma tutto da ricominciare!!! Un giorno mentre mia mamma portava in casa la spesa, io e mio fratello ci siamo “fiondati” dentro alla sua macchina per giocare con una pallina. Racconta in forma autobiografica la tua permanenza alla scuola primaria soffermandoti sugli aspetti sopra citati, Il primo anno di scuola elementare l’ho passato ad Albignasego li ero legato maggiormente a due fra i miei compagni di classe Enrico e Gregorio che frequento ancora adesso. Adesso i litigi non ci sono più, la paura di delle verifiche è svanita, anche se a volte rimpiango un po’ la scuola elementare, e i voti vanno benissimo insomma per ora tutto bene spero che anche l’anno prossimo vada bene come questo. Deny. Ogni giorno io e miei amici giocavamo per un’ora fuori in giardino,il cui era molto grande. Di compiti non ne volevo sentir parlare fino a che non ho trovato una tecnica: appena finito di mangiare eseguo subito i compiti in modo che poi potevo giocare. Fu proprio in cortile che si rielaborò la situazione. Che paura si attaccava al mio corpo quando vedevo i filmati dalla Siria e sentivo dello spaventoso tsunami! Nell'0pera pittorica ho voluto immortalare la tenacia per dare il senso di sobrietà di tutto quello che il quadro offre in quanto l'energia che l'effetto dei colori vitali danno al contesto emanano la forza quando si osserva l'intero dipinto. Avevo un sacco di parenti che “spuntavano come funghi” quel giorno. Gli insegnanti li dovevo chiamare professori e non maestri, avrei fatto conoscenza con nuovi compagni di classe e la struttura era completamente nuova. Adesso giocano sempre insieme però sono come cane e gatto perché litigano in continuazione per qualsiasi cosa. Riguardando i quaderni vecchi, però, mi accorgo che, all’ inizio, la mia scrittura era davvero ripugnante. Conoscevamo molte persone nuove e il gruppo di amicizie si ingrandiva sempre di più. “Caro diario tra qualche mese frequenterò il terzo anno della scuola secondaria di primo grado. Dire che mi ci trovai benissimo è troppo riduttivo, Cuba non è uno di quei paesi in cui si sta a casa tutto il giorno, è esattamente il contrario; uscivamo tutti i giorni, e ogni giorno era l’ideale per prendere un gelato, o bere una rinfrescante lattina di Najito, o magari qualche bel giorno dirigerci verso il mare, o andare a vedere qualche partita di baseball. Dal secondo anno in poi cominciai ad odiare la scuola, perché non mi piaceva, ma grazie agli amici, persi questo pensiero. Miki, cara Miki, tu sei fortunata a essere solo un diario, perchè le cose che succedono ai ragazzi adolescenti sono terribili: cominciano ad addentrarsi in uno stato di stupidità e parlano in modo diverso . Come passa il tempo, più veloce di un treno. Iniziò allora il rito dell’elezione con le fumate nere e bianche. I genitori per farci felici ogni tanto ci regalavano dei giocattoli come camion, ruspe, trattori e moto ma dopo pochi giorni erano già tutti distrutti. Per immagini Italiano English Un racconto 2 maggio 1977 Sono nato a Palermo in una torrida notte di maggio e le prime cose che ho visto e sentito sono i colori e i profumi esasperati della mia città e terra, Palermo e la Sicilia. Anche il primo mese passo velocissimo, perché in classe parlavamo e basta, ma dal secondo in poi si cominciò a faticare. Li c’erano due mense dove si mangiava, quella per i più piccoli e quella per i più grandi. Spero che ti sia divertito. Come gite, ne facevamo tante ed anche molto belle. Se tutti i giornalisti andassero in vacanza anche solo per una settimana, il mondo piomberebbe nel caos e le persone non saprebbero cosa accade neanche a Milano e a Roma. Uno dei miei ricordi più belli caro diario fu la gita di istruzione che organizzò la professoressa N. Scarparo a Roma io quella gita non me la dimenticherò mai perché di giorno andavamo a visitare cose storiche come il Colosseo o anche cose moderne come il Parlamento, ma una cosa che non mi scorderò mai di quella gita erano le corse di notte che facevamo per andare da una stanza all’altra a divertirci, a mangiare patatine di nascosti e a guardarci i film horror e a volte fantascientifici. Come tutti i bambini di prima elementare, anche io ho avuto qualche difficoltà a leggere e imparare a scrivere, mentre in 3 elementare a studiare. L’ età scolare è ricca di avvenimenti legati alla istruzione alle fatiche di imparare alle relazioni con i compagni e ai rapporti con gli insegnanti . All’ inizio mi sentivo disorientata in quell’ aula piccola e rovinata ,ma poi, con un po’ di cartelloni, mi sono abituata. dell'informativa sulla privacy. Di giorno in giorno mi sembrava sempre più complicato e faticoso il programma scolastico ma a pensare che ero solo in prima e dovevo arrivare fino alla quinta elementare e la difficoltà mi faceva venire il mal di pancia per le fatiche per imparare aumentava mese dopo mese. mi trovavo sempre a giocare nel parco con una mia vicina di casa e ricordo un giorno in particolare che, lanciando dei bastoni abbiamo colpito una macchina allora siamo scappati come due fulmini e ci siamo nascosti dietro un grande cespuglio, per fortuna non se n’ è accorto nessuno altrimenti saremmo stati veramente nei guai. Un’ altra mia passione che avevo era quella di creare orecchini con il materiale occorrente e le perline. Innanzitutto non ci sono stati eventi di una certa importanza terrificanti: la cosa che è spiccata in questa prima parte di anno è sicuramente la gita di istruzione a Roma che ho fatto con la mia classe e alcune mie professoresse: siamo partiti il 28/02 e tornati il 02/03 proprio quando Papa Benedetto XVI ha presentato le dimissioni dal suo ruolo di guida spirituale, quindi abbiamo avuto anche la fortuna di vedere il suo elicottero bianco in cielo, che partiva… Quelle giornate sono state alcune delle più belle della mia vita. Francesco. E che paura ci fu una giornata, quando la terra si mosse mentre eravamo a scuola. Avvenimenti di portata mondiale piacevoli o terrificanti si mescolano con il vissuto quotidiano, ci impongono di riflettere sul fatto che viviamo in un mondo che corre con noi. Una volta io mi ero chiuso nella stanza dei computer perché tutti mi prendevano in giro, allora la maestra del centro pomeridiano mi diceva dopo avermi trovato che non dovevo badare a quello che dicevano. Non sono più una bambina…oggi ti racconterò come ho passato la scuola elementare e il primo anno della scuola secondaria. I miei compagni ci cascavano sempre, mentre la maestra sapeva che non stavo dormendo perché sbattevo gli occhi e ogni tanto gli aprivo. Un giorno quando eravamo in mensa io non volevo mangiare una cosa e allora feci finta di aver preso sonno mettendo la testa sopra il tavolo. Solo ieri mi sembrava di giocare con i lego, con le spade di legno e correre all’ aria aperta . La scuola cominciò. Il problema è che anche le maestre ci consideravano più grandi e richiedevano più sforzi da parte nostra. Poiché una cugina di mia mamma le aveva prestato la tunica di sua figlia, che però mi stava corta, e non mi ricordo chi gliene ha data un’ altra, io indossai quella che mi stava stretta; finita la cerimonia in chiesa, mia mamma si accorse che la tunica aveva le maniche più corte e così abbiamo capito che era quella sbagliata. Dopo un oretta di viaggio in macchina arrivammo alla nostra nuova casa. In tutto però siamo 23, due bocciati, tre stranieri, e tre ragazzi nuovi che vengono dal paese accanto. Tutto questo accade anche per Charles Chaplin – La mia autobiografia. Il telegiornale ormai parla solo di questo. Il primo giorno ero contento di andare a scuola .l’ edificio era enorme e si divideva in 4 settori asilo,primaria secondaria e le superiori. Ora ti devo lasciare perché il tempo a mia disposizione è finito. Devo scrivere una mia lettera ai posteri ma non so come cominciare e non so se è uguale ad una autobiografia,aiutatemi please, mi mandate un testo autobiografico sul calcio o altri sport, devo fare un tema Una giornata di vacanze come se fosse un diario come posso fare, devo fare un’autobiografia di me stesso Non è una domanda sbagliata da farsi, anzi, tutto il contrario, è una domanda fondamentalese abbiamo in mente di scrivere un libro (o un racconto) autobiografico. Non è esattamente un diario e non deve avere paragrafi introdotti dalla tra qualche mese frequenterò il terzo anno alla scuola secondaria di primo grado, non sono più una bambina! Un giorno Mattia mi fece provare la sua bici così ci feci un giro, a un certo punto la catena salto e mi si impigli nella caviglia, rimasi intrappolato e cosi mi graffiai su una muretto, che impediva ai bambina di salire su per la collina, e lì mi graffia tutto il ginocchio fino quasi all’osso, ritornai zoppicando versa il mio camper e mia mamma mi vide con la gamba piena di sangue e chiamò subito l’ ambulanza e mi portò nell’ ospedale più vicino lì mi diedero ben sette punti, e così mi rovinai la mia vacanza per colpa di quella maledetta bici. Sei d’ accordo? Infatti dai sei ai nove anni ho praticato il nuoto, perché era un’imposizione della mamma. Io i primi giorni mi sentivo lo straniero della classe, perché ha merenda ero messo in disparte da tutti sia dai più grandi sia dai miei coetanei e per quello alle mattine non volevo andare a scuola. La televisione era sempre accesa ed il telegiornale trasmetteva drammatici servizi con immagini di morti e macerie: forse fu proprio per questo che,per un po’, no riuscii più a stare da sola: dovevo sempre stare in compagnia di qualcuno. Quanti avvenimenti possono accadere nel giro di pochi anni! Ormai la gente non sa fare altro per colpa della crisi. Fu proprio in cortile che scoppiò il panico. 150 anni! Ci rifugiammo sotto i banchi, poi uscimmo fuori dalla scuola rimanemmo fuori per un’ora dopo la quale ci mandarono a casa. Non sono più un bambino…” racconta alcuni episodi autobiografici della tua fanciullezza. Gli anni che seguirono furono molto, ma molto difficili! Insomma, i primi giorni andare a scuola era un gioco per me tanto che pensavo: A sei anni, d’ estate, quando sono andato in vacanza al mare , la mamma mi ha iscritto ad un corso di nuoto. Quell’estate l’ho passato con molta ansia: non sapevo come comportarmi il primo giorno di scuola e pensavo continuamente a come mi sarei vestita quel giorno e cosa avrei detto ai professori e altre cose simili. Però come tutte le classi tra compagni ci si odiava, nella nostra Davide e Nicolò, si odiavano così tanto che si picchiavano ogni giorno. E poi, ogni sera, mamma e papà mi raccontavano che c’erano persone che non potevano più curarsi perché non avevano abbastanza soldi per pagare il ticket sanitario… e mamma, che queste cose non le aveva mai viste, le raccontava come terribili e disperanti. La settimana dopo ho fatto la mia prima comunione e per fortuna stavo bene, però qualche imprevisto ci doveva pur stare. Come Scrivere la tua Autobiografia. Com’erano buffe quando erano vicine e si guardavano Finita poi la gita storica iniziò il divertimento andammo fino ad una piccola spiaggia presso la città di Grado e ci tuffammo in acqua. ,ma con gli anni, crescendo sono andato molto più volentieri perché lì incontravo i miei amici e imparavo nuove cose. 2- “Caro diario, tra qualche mese frequenterò il terzo anno della scuola secondaria di primo grado. Pensa che io avevo paura di questo, prima di andare alle medie. Accedere alla terza media è super difficile! Il primo anno di scuola primaria avevo un po’ di timore di fare amicizia e conoscenza con le maestre ma anche con i nuovi compagni, ma poi le cose si sono sistemate perché un po’ alla volta ci siamo conosciuti meglio e facendo sempre più amicizia tra noi le maestre ci hanno fatto fare una piccola verifica per farsi un’idea di noi e su cosa eravamo più in difficoltà. Delle volte uscivamo dalla classe e lui mi rincorreva per tutta la scuola. Quel maestro si chiama Mauro ed è un maestro particolare sempre sorridente e divertente. “Caro diario, tra qualche mese frequenterò il terzo anno della scuola secondaria di primo grado. Di vecchi compagni ho ancora Alessia, Alessandro, Greta, Daniele, Benedetta, Giorgio e Francesco. Ricordo la mia prima esperienza a Rimini in un albergo mi sentivo un principe perché ero riverito e servito, soprattutto a pranzo, si mangiava benissimo. Questo significava che tra un anno, molto probabilmente, sarei passato al primo anno della scuola secondaria di primo grado.