L’ha guardata negli occhi, mentre con delle forbici appuntite cercava di liberare il suo collo da una fascetta di plastica troppo stretta che lei stessa gli aveva messo. Uno di quelli “giovani” e di controcultura, che si prendono gioco della realtà per raccontarla, dissacrarla. “Il linfoma si è riacceso.Inizierò una nuova tipologia di chemioterapia nei prossimi giorni. Ma – reso il doveroso omaggio a loro, che cercano ogni giorni di strappare vite alla Morte – e tralasciando il paragone sul numero di “soldati” impegnati nella battaglia allora e nel presente, oggi la maggior parte della popolazione ha passato una quarantena in casa, al caldo, davanti alla tv, consumando panetti di lievito di birra e confezioni di farina per giocare alla pasta in casa. Ricordo benissimo quando mi sono sentito rispondere per la prima volta in questo modo da una persona che sarebbe un eufemismo definire solamente esperta del settore editoriale. È riuscita a vedere più in là, non ha visto nel racconto della malattia un limite, così come tutti quelli che avevamo incontrato, gli stessi che criticavano la scelta di Nadia di scrivere un diario o che dicevano che “il cancro non funziona”. Della Storia, di noi stessi e degli altri. A questi “partigiani dei social” bisognerebbe ricordare che “quella” guerra, quella terminata 75 anni fa, venne combattuta dai soldati al fronte ma anche da un intero popolo non per qualche mese ma per cinque anni. Un pezzo da novanta. Come pure per il pezzo forte del lotto lasciato, anche lui, sul sedile del taxi. Anche se non possono più ballare come prima, come Patrizia ad esempio, senza un polmone e con altri problemi che rendono incerto il suo prossimo futuro, purtroppo. Ma ad ogni post serio, anche le volte in cui ho parlato in passato di lei, di Malena Patrizia, chiedendo di condividere, beh in quei casi i “like” e i commenti hanno latitato. Celebriamo la Liberazione, la fine della Guerra. Fatti nudi e crudi, basati solo su quanto letto e trovato nei documenti, come recita il “mantra” che vige nella redazione di Quarto Grado. Torniamo alla difficoltà di pubblicare un libro in cui si parla di cancro. Ma questo purtroppo non è un film, è tutto vero e siamo nella “realtà 2.0” più pura. Ecco i migliori secondo noi. Banale, è vero. Ieri una sentenza l’ha condannata a trent’anni di carcere, alla perdita della potestà genitoriale, al risarcimento delle parti civili. Credo quindi sia il momento di un bilancio, di una riflessione. È vero, inutile negare che oggi c’è una parte d’Italia “in prima linea al fronte”: medici, infermieri e tutte quelle categorie a rischio e impegnate in una lotta quotidiana contro il coronavirus. Dopo un tortuoso cammino processuale si è arrivati finalmente ad una prima verità, una sentenza di colpevolezza pesante come un macigno: trent’anni di carcere e il marchio infamante di madre assassina per Veronica Panarello. È davvero questo il mondo per cui quegli anziani, quei testimoni dell’ultima Guerra mondiale, hanno lottato? Qualcuno che fino all’ultimo ha condiviso i suoi sorrisi in tv e sui social? Lei, pensate, il suo mesotelioma l’aveva chiamato Josè. Quanti, rispetto alla mia foto sorridente al mare? Vi abbraccio forte ‪#‎Forzaecoraggio . E da lì, la vita de ilmioamicoZordan è cambiata. Figli e nipoti senza memoria dunque. Zero. Si tratta di Paige Spiranac compresa e di tante altre. Oppure gli faceva troppo male parlarne, non lo so. “Il giornalista…”, dico io, sguardo al finestrino e il timore del solito pistolotto sulla casta. Fino ad oggi abbiamo dedicato post alle singole giornaliste ma troviamo interessante provare a fare un elenco e una lista definitiva (aggiornata alla fine del 2019) delle giornaliste Sky inziando dale giornaliste di Sky TG24. Quanti “like”, quanti commenti credete che siano arrivati? “Uaaa, davvero il giornalista? “Un orologio di lusso, roba da tremila euro come questo qui” sorride mostrandomi foto scaricate da internet, prezziario mondiale consultabile con un clic. Il primo pensiero va al bambino, di cui tutti noi abbiamo parlato, immaginandolo, ricostruendone pensieri e vita attraverso i racconti di familiari e amici. E quei nostri “nonni” che ora purtroppo se ne sono andati, erano gli ultimi testimoni viventi della sofferenza vera, della sobrietà della sofferenza. Finché una prima casa editrice è rimasta folgorata da questa ragazza unica, e poi un’altra persona (Elisabetta Sgarbi di Baldini+Castoldi) ha creduto in Malena. Succede però che il mio amico si chiami Marco Zordan. Simone ora è “Forzaecoraggio”. Chiedo perdono ai lettori se per la prima volta in tutti questi anni di articoli e servizi in tv mi sono autocitato, se ho scritto di getto preso dalla rabbia nel leggere tanta ipocrisia a proposito della povera Nadia Toffa. Il paragone è senza dubbio di facile presa ed efficace da un punto di vista comunicativo: evocativo di grandi sofferenze e – al superamento della crisi – di grandi speranze. E proprio due giorni dopo, il 19 gennaio, è fissata una  nuova udienza per la spartizione di alcuni beni cointestati con Berghella. Tutte le notizie in tempo reale solo sul sito TgCom24.it. In ospedale è più complicato. Per chi è fan di una delle conduttrici del TG5, Roma. Come pure parlare e segnalare quella che a me – sarò stupido – sembra una genialata che questa ragazza si era inventata per staccare la spina dai pensieri negativi ogni tanto: dare un nome al suo cancro, per poterci parlare, per odiarlo, per maledirlo. Perché Simone ha un linfoma, che io fortunatamente non ho, e lo affronta aprendosi al mondo, raccontandolo senza eroismi e senza pietismi. Delle coscienze stravolte dal dramma della guerra ed entusiaste della Liberazione. Ha da poco pubblicato un piccolo volume “Storie di tenacia e tenerezza” con Aracne Editrice. Informazione, notizie a aggiornamenti del TG LA7a cura della redazione news diretta da Enrico Mentana. Spicca, di viola, un grande “perché”. Perché ti infonde forza, ti dà una speranza, anche quando purtroppo non ce ne sono più. Tutti i diritti riservati a R.T.I. Simone ha aggiunto una parola tra il suo nome e il suo cognome, su Facebook. Quella parola è quasi uno slogan, un hashtag, come quelli che si usano soprattutto su Twitter, come quelli che utilizza Matteo Renzi per comunicare la svolta buona. Ecco le belle del golf, le bellezze che si incontrano sui circuiti di tutto il mondo. Ma perché di Napoli e dei tassisti si parla sempre male e una volta che c’è una buona notizia, non ne parla nessuno?”. E poi al centro, tutto di seguito come fosse un hashtag senza respiro, “tenaciaetenerezza” color carta da zucchero. Sentite qua: il mio migliore amico ha 37 anni, una laurea Dams in tasca, un lavoro come attore e gestore di un teatro, una fede al dito, moglie e figlia. Sbatterei la testa al muro ma cosa cambierebbe? E allora accettiamo il più possibile quello che la vita ci propone. All'interno del telegiornale, oltre alle notizie di cronaca e politica, particolare attenzione è dedicata ad argomenti più leggeri, come gossip e life-style. Le sexy giornaliste che mandano tutti nel pallone - Logo Mediaset ... Tgcom24. A quel consiglio però – a dirla tutta – non avevo dato troppo peso. Nonostante tutto. E allora scusa, te la posso fare una domanda? “Sentiamo questa notizia”. E probabilmente lo erano anche ad altre migliaia di persone che hanno deciso di fiorire d’inverno o di splendere quando ballano. E invece no. Guarda tutti i video pubblicati da Tgcom24! Non è servito a nulla per mesi, quasi un anno. Non ci sono realmente sguardi sul futuro oggi. A loro bisognerebbe ricordare che in quella Italia in ginocchio si veniva da due decenni e rotti di dittatura in cui la parola libertà non era neppure contemplata. Dopo quattro anni e una archiviazione, sono ripartite le indagini sulla scomparsa di Silvana Pica, la cinquantasettenne di Pescara di cui non si ha più traccia dal 17 gennaio 2012. Ero convinto, davvero, che la “solarità”di questa ragazza (che da sola non basta, chiaramente, ma va accompagnata con cure serie), questo suo esempio  di vita potesse colpire. Ho contattato alcune persone famosissime – e che tutti voi conoscete – che stimavo. È cambiata, perché – ironizzando su questa omonimia e ignaro di quello che ne sarebbe nato – ilmioamicoZordan pubblica per i suoi pochi amici su Facebook una schermata con i nomi dei candidati alle primarie a cinque stelle, e chiosa così: “#iocicredo Cliccatemi e sarò il vostro presidente! Quindici anni esatti di indagini, di segreti, di sospetti. Su Sky TG24 le ultime notizie di oggi, l'ultima ora e le ultimissime news aggiornate in tempo reale. Anni di dispute legali, di sofferenze e lettere d’amore mai inviate ma confidate alle amiche. I fatti che esporrò  – raggruppati per macro argomenti come fosse una sorta di piccolo vademecum a cui affidarsi – faranno riferimento solo ed esclusivamente a dati che ho letto in prima persona e ho raccolto dopo aver studiato assieme ai colleghi migliaia di pagine, intervistato centinaia di persone. Qualcosa di brutto, qualcosa di indicibile. Perché la verità, la realtà, non sempre piace, sparata in faccia con i suoi spigoli che possono fare male. Vi chiedo solo di avere pazienza se non rispondo subito a telefonate, sms, e Whatsapp. Quello da nascondere. Sorrido. Rappresentante di Istituto al liceo. È proprio a Cassino che bisogna andare con la mente, in questo anniversario simbolicamente carico di significati, perché è lì che la Procura sta continuando a lavorare, rimettendo di nuovo in discussione quella che era divenuta una certezza per molti, tranne che per la famiglia di Serena, dal padre Guglielmo allo zio Romeo, alla cugina Gaia: e cioè che non ci fosse nulla da fare, che non esistesse più nessuna pista da seguire. E invece no. Come a dire: l’unico insulto accettabile. Non c’è una ipotesi reale di snellimento della burocrazia, non c’è alcuna rivoluzione in vista, quale che sia la ricetta politico economica che si volesse applicare, se liberale o progressista a guida statale. Ebbene, in quell’occasione, nonostante Davide avesse destinato i ricavi del libro ad un fondo vincolato intestato all’unico figlio rimastogli (e poi, sapete quando guadagna un autore da ogni copia venduta? Citata, incredibilmente, come “esempio negativo”, troppe volte. La storia che avevo il pallino di pubblicare era semplice e la cito brevemente, di nuovo, per i miei lettori: quella di  Patrizia (che solo io chiamo così perché da tutti si fa chiamare Malena, avendo tre nomi), che conosco dai tempi del liceo e che a 26 anni era rimasta incinta ed era subito stata lasciata dal compagno, aveva poi scoperto di avere un mesotelioma, aveva perso la bimba, era stata sottoposta all’asportazione di un polmone ma nonostante tutto questo stava ancora lì in piedi a ridere, a combattere, a splendere. “Se la febbre non passa, mercoledì mi ricovereranno. Mentre i nipoti o i figli sconsiderati portavano in casa la malattia dopo gli apericena pur sconsigliati dal Governo, “perché tanto è una cosa che riguarda solo i vecchi”. Il designer del vetro firma la collezione moda La Manufacture, San Valentino 2021, intimo donna: pizzi e trasparenze, voglia di sensualità, clicca per guardare tutte le foto della gallery. La strada diventa un po’ più difficile ma come sapete io non mollerò mai. Anche con la spada di Damocle della morte sulla sua testa, da tanti anni. Reggetevi forte, perché se me l’avessero raccontata, avrei creduto che questa storia incredibile fosse la trama di un film. La “storia vera” che avevo intenzione di pubblicare è una vicenda che i miei lettori conoscono bene, perché con quella ho inaugurato il mio blog su Tgcom nel 2014, e anzi già prima – quasi dieci anni fa oramai – ne avevo parlato in un reportage realizzato per Verissimo. E semmai, senza paragoni, prendiamo spunto da quella generazione e lavoriamo per mettere in piedi invece una nuova fase di crescita (fase 2, 3 o chiamatela come volete): economica e di diritti, di senso civico e di rispetto. Vi ricorda qualcuno? “Guarda Nadia Toffa…Non ha venduto come si sarebbe immaginato, con il suo libro… il cancro non piace alla gente, lascia perdere, fidati… Cambia argomento”. Dal 2019: dal ritorno di Ragusa all'inglobamento in NewsMediaset. Tutto mi sembrava perso, credevo che quel libro non avrebbe mai visto luce, mi ero rassegnato a pensare che “il cancro non deve esistere, bisogna vergognarsene e basta, forse sono io a sbagliare cercando di volerne parlare”. Mi sono limitato a raccontarle una mia esperienza passata, di quando cioè ho pubblicato un libro con Davide, il papà di Lorys Stival (un libro credo e spero delicato, in cui non c’è spazio per il minimo particolare macabro né su gossip che riguardino Veronica Panarello). Dunque mi permetto di “tirarla fuori” di nuovo spinto dal disgusto di quanto letto sui social in queste ore. Spinto dalla voglia di gridare al mondo l’ipocrisia che vige nel mondo dell’editoria e che – nel mio caso specifico – mi ha fatto ritrovare in mille occasioni il “mio libro” accostato a quello di Nadia. Cancro, quello che “alla gente non piace”. Attraverso le foto, i video. 17 luglio 2016 ... 2019: un anno di notizie; Sono convinto sia stata una “punizione eccessiva finita male” e non un gesto voluto, perché non riesco ad immaginare che una madre possa arrivare a tanto. Neymar e Chiara Nasti, nuova coppia del pallone? Hanno sentito la parola cancro e hanno gentilmente declinato l’offerta, forse non volevano mettere il cappello, la faccia, su un argomento del genere. Studio Aperto è il notiziario di Italia 1. Politica? People. Non ci sono veri piani Marshall. Ma per una volta sarebbe la cosa migliore da dire. All’impegno in un partito ha sempre preferito altro, tra volontariato, mense per i poveri e via dicendo. Simone ora ne ha qualcuno in meno, ma ricresceranno. Da brividi, no? Ci sono giocatrici professioniste, mogli di, fidanzate di ed ex fiamme di professionisti sul Tour. Siamo d’accordo, fa bene Mattarella a dire che ci sarebbe bisogno dello stesso spirito. Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti anche per inviarti pubblicita' ed utili alle finalita' illustrate nella cookie policy. Non è “bello”? Ma per favore, non paragonate questo 25 aprile alla Seconda guerra mondiale, Su Nadia, sul cancro, e su quell’argomento che le case editrici non vogliono, una vicenda che i miei lettori conoscono bene, L’incredibile storia del mio amico, quasi Premier a Cinque Stelle, L’influencer positivo: contro il cancro con #tenaciaetenerezza, Serena Mollicone: anniversario con speranza, “Le più belle frasi di Osho”, quando la satira su Facebook incontra un santone indiano, Il padre di Loris e quello sguardo impossibile da dimenticare, Perché la vita continua, è bellissima “e non mi posso lamentare”. O forse, più semplicemente, veri. Ti fa aprire gli occhi e ti fa, davvero, splendere, per te e per chi ti sta accanto. In pochi hanno letto tutto il materiale probatorio. Dal 6 agosto successivo l'edizione delle 19:00 torna su Italia 1 e alle 24.00 su TGcom24. Rai News 24, L'informazione in tempo reale sul primo canale all news italiano a diffusione nazionale Mi piace: 7933. Beati sorrisi! Invece aveva ragione quella voce al telefono: nonostante io avessi già pubblicato con case editrici importanti, nonostante “decine di migliaia di follower” tra i vari social (sicuramente efficace in questo mondo, lo so benissimo e la cosa mi è tornata “utile” ai fini di altre pubblicazioni, ad essere onesto), nonostante un lavoro pubblico in tv – nonostante tutto, c’era tra le righe di quel libro che proponevo quella parolina maledetta: cancro. E se le cose sono andate così a me, che sono “del settore”, chissà come saranno andate a tanti altri “sconosciuti” che non hanno le “spalle larghe”. E allora no. conduttrici-tv, news e notizie: leggi le anteprime, gli approfondimenti, le intervisite e le foto sull'argomento: conduttrici-tv. Ma il torto peggiore che si potrebbe fare a quei tanti anziani che se ne sono andati a causa del Covid-19, sarebbe quest’anno paragonare – per le celebrazioni del 25 aprile, festa della Liberazione – la guerra di ieri all’oggi. E io, ora che alla pubblicazione manca poco, cosa dovrei consigliare alla mia amica? In alto c’è un “domani” in blu, in basso “abbraccio” in giallo. Ma, davvero, non facciamo paragoni tra  una guerra vera e questa emergenza sanitaria. Ma in loro ho ritrovato – pur con le dovute differenze – un tratto comune: la tenacia, la tenerezza, la luce, la voglia di continuare a fiorire e sorridere laddove possibile. A cui va un plauso perché ha messo nero su bianco il diario di Simone, le sue speranze, l’affetto delle persone che gli sono accanto nel suo lungo percorso – ancora non terminato del tutto – di malattia. IL BOTTINO – “E tu che lavoro fai?” mi chiede il tassista che a mezzanotte sfreccia via dall’aeroporto di Napoli verso il mio hotel del Centro. Almeno in loro onore, diamo peso e valore ai termini. Nel ricco 2020 se ne sono andati, quegli anziani che da poco più che bambini avevano fatto la guerra, mentre nessuno aveva pensato per tempo di fortificare le loro trincee, le Rsa. Chiedo scusa se ho citato anche Malena Patrizia (uno dei miei esempi di vita), Nadia e Simone, mettendo tutti nello stesso calderone. giornaliste tg5 oggi; Senza categoria; giornaliste tg5 oggi. Nomi di medici che vorremmo aver avuto, di fratelli di sangue e acquisiti. Ed ecco che Francesco Boccia – sì, come il deputato Pd – 34enne dai Quartieri Spagnoli si apre come un libro aperto a metà strada tra il romanzo di formazione e l’epopea verista: in ogni caso un libro che parla della sua vita, a partire dal motivo di orgoglio degli ultimi giorni, quella “buona notizia”. Con un clamoroso cambio di passo: dal suo allontanamento volontario si passa, ora, ad ipotizzarne l’omicidio. A me sembra una cosa tragicamente forte e geniale. Decine di parole, che formano – graficamente – una sorta di nuvola colorata, perfetta sintesi della vita di Simone Mori secondo l’algoritmo di uno dei giochini più diffusi di Facebook, “Le parole che io ho usato di più”, una sorta di summa dei nostri pensieri, delle speranze, delle opere e molte volte anche delle omissioni, cioè tutte quelle (di parole) che su Facebook spesso evitiamo di scrivere per non sembrare noiosi, meno interessanti o meno patinati. Credo insomma ci sia bisogno di fare chiarezza: fin dai primi giorni ho seguito questa triste vicenda per Quarto Grado e posso dire con certezza che mai come in questo caso ho assistito a cumuli di bugie, menzogne alimentate da alcuni media (soprattutto blog che nulla hanno di giornalistico) e rilanciate con il chiacchiericcio di facebook fino quasi a farsi verità. Idee sì, tante, ma nessuna militanza, nessuna tessera in tasca. di Enrico Fedocci La notizia della riconferma del generale Tullio Del Sette alla guida dell’Arma dei carabinieri fino al 15 gennaio del 2018 riconcilia la realtà delle cose con la verità dei fatti. Poco importavano – a proposito del libro su Malena Patrizia, ma mutatis mutandis il discorso varrebbe per altre migliaia di storie – le mie spiegazioni, il mio dire “ma guardate, l’argomento è tragico ma lei è una amazzone, una guerriera che ha tentato di sorridere anche durante la chemio, pur di non fare stare male chi aveva accanto, pur di non precipitare”. E in fondo può essere utile, tanto, a chi quella “storia vera” la ascolta. Ha passato la trentina, ma non da troppo (credo), come me. giornaliste tg5 oggi Mon 5:04 PM 3,137 Views 0 Comments. Ecco a voi la sigla di apertura e di chiusura di TGcom24. A loro bisognerebbe ricordare che in quegli anni Quaranta non c’erano file per riempire il carrello, ma al mercato nero. Quelli leggeri però, quelli con le foto in tv, con una battuta, con la forchetta che affonda nella pizza o in un piatto di pasta. Sono sei le giornaliste che saranno ospitate nella “tre giorni” in rappresentanza di Tgcom24, sezione turismo, Touring Club Italiano, il mensile cartaceo ed on-line Bartu, Cosmopolitan, Qn: il Quotidiano nazionale che raggruppa Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino; Thetravelglobe.it, Sensidelviaggio.it. Ma quella, non questa. E quando ho scritto: “a ottobre uscirà “Io splendo”, il libro scritto con Patrizia Malena di cui vi ho parlato”? Simone si chiama come me. Sbaglio. Mai ho visto – tranne forse con la vicenda Bossetti – orde di innocentisti e colpevolisti fronteggiarsi in accuse reciproche e cattiverie, attacchi frontali che non lasciano a terra la verità ma solo vite rovinate. Quel bambino ha visto – questo ci dice la sentenza, ora – sua madre mentre lo uccideva. Non era un caso che nel mio articolo di cinque anni fa su Tgcom io avessi usato come hashtag #Patriziasplendequandoballa. “Qualcuno nel mio taxi ha lasciato una borsa con tre blocchetti di assegni” dice Francesco. Spero solo che qualcuno capirà, che qualcuno capirà davvero che, in fondo, puoi chiamarla come vuoi, si può ritrovare in un libro che si chiama “Fiorire d’inverno”, “Io splendo” , “Storie di tenacia e tenerezza”, ma alla fine – stringi stringi – quell’energia, quella vitalità, quel modo di affrontare le situazioni va oltre ogni contingenza. Non sappiamo quale destino seguiranno le nuove indagini, ma per la prima volta abbiamo assistito all’ingresso del Ris nella caserma di Arce, il luogo indicato fin dall’inizio dal padre di Serena come quello in cui “qualcosa” era di sicuro successo. E quelle sue poche parole – che ok, a suo modo erano un consiglio amichevole per evitarmi delusioni – avevano in realtà un senso chiaro e dilaniante: se vuoi scrivere un libro, lascia stare la malattia. Era molto, molto di più. In alto c’è un “domani” in blu, in basso “abbraccio” in giallo.Spicca, di viola, un grande “perché”.E poi al centro, tutto di seguito come fosse un hashtag senza respiro, “tenaciaetenerezza” color carta da zucchero. L’unica banalità ammessa è che “bisogna conoscere il passato per vivere al meglio il presente e progettare il futuro”. Oggi no, il Paese si divide ancora sulle polemiche su Bella Ciao, canzone presa a simbolo della Resistenza, e sulla partecipazione o meno di alcuni esponenti Anpi alle commemorazioni, con un fuoco incrociato di polemiche che fanno male alla memoria di chi non c’è più. Chi ha avuto l’onore di conoscere dei partigiani di diverso credo politico (rossi, bianchi, gialli), sa che in fondo c’era un unico comune denominatore: la voglia di tornare liberi, di pensare al futuro, con entusiasmo. Simone aveva tanti capelli ricci. Allora ricordiamoli sì, ma facciamolo ricordando il sacrificio di milioni di persone (tra soldati e civili) morti o feriti durante una guerra liberticida, fratricida. Meriterebbero un capitolo a parte per la loro capacità di essere – anche in queste occasioni – uno specchio della società, dei suoi peggiori istinti: a volte i miei post sui social hanno centinaia di condivisioni, migliaia di visualizzazioni. Durante il meteo a Rai News 24 la giornalista viene mandata in onda a sua insaputa mentre si prepara per la diretta del tg: la sua reazione quando si rende conto di essere on air è esilarante Cosa dovrei dire a Malena Patrizia, di evitare di pubblicare foto su instagram mentre sorride, perché magari migliaia di idioti non andranno oltre il proprio naso, diranno che se ride non sta male, senza capire che a volte quel sorriso e quella condivisione social serve proprio ad esorcizzare il buio? Un evento davvero epocale in grado di cambiare il corso delle cose, di segnare la coscienza di un intero popolo per alcuni decenni. Di prepararsi perché – come con Nadia Toffa che aveva parlato di “un dono” a proposito del suo cancro che le aveva “insegnato” a vedere la vita in un altro modo  – su di lei si scateneranno gli haters, i leoni da tastiera? E che una settimana fa un suo omonimo – Marco Zordan da Arzignano – iscritto al Movimento Cinque Stelle, decida di candidarsi alle primarie grilline. Dal 10 settembre 2018 l'edizione delle 14:00 su Italia 2 viene cancellata; stessa sorte tocca anche a quella delle 19:00 su Italia 1, che dal 3 giugno 2019 al 22 marzo 2020 viene sostituita da Studio Aperto MAG. Sarebbe un errore e una mancanza di rispetto, perché significherebbe avere iniziato – ora che tanti tra gli ultimi testimoni di quella tragedia  se ne sono andati – a mistificare e demolire la Verità, il ricordo di quello che è stato uno spartiacque della Storia. #m5s #primarie”. Un abbraccio a tutti di vero cuore”. Di non guardare i social? È questo quindi, più che mai, il momento dei “fatti”, da riportare senza interpretazioni personali da “fan” di una o dell’altra teoria. Anche da una stanza di ospedale, anche dalla chemioterapia. Quindici anni di speranze e di attesa per Guglielmo Mollicone, il padre di Serena, ritrovata senza vita e con il volto coperto da un sacchetto di plastica il 3 giugno del 2001 in un bosco a pochi chilometri da Arce, il paesino vicino Cassino in cui viveva e da cui era scomparsa due giorni prima. I post, i social network, già. Lo hanno davvero fatto per vederci parlare di “trauma” perché siamo stati privati del nostro cocktail del sabato sera, mentre ne parliamo con gli amici in una videochiamata o guardiamo l’ultima serie tv in streaming? Melissa Satta ancora in festa, a zonzo con le amiche fa shopping in gioielleria, Andrea Iannone e la figlia di Umberto Tozzi, tete-a-tete romantico, Diletta Leotta e Can Yaman a cavallo, nuova foto insieme, Belen finalmente mostra tutta la sua “pancita”, Cecilia Rodriguez sfodera il topless sui social, Fiocco azzurro nella Casa reale inglese: la principessa Eugenia ha partorito un maschietto. Poi basta. Chiudendo questo banner, scorrendo la pagina, cliccando un link o proseguendo la navigazione, acconsenti all'uso dei cookies. Quello che “anche nel caso Nadia Toffa ha suscitato troppe discussioni… quindi non la citare, evita…”. Simone è forte come io non saprei esserlo mai. In troppi si trasformano in detective senza averne né il ruolo né gli strumenti necessari per sostenere alcune teorie, spacciando spesso proprie supposizioni per verità inconfutabili. Persino minacce di morte al figlio piccolo. Perché in fondo non avevo capito bene le critiche che aveva ricevuto la mia collega Nadia per il suo, di libro, quello in cui parlava della propria malattia. Con una eccezione, che mi piace citare – come esempio per fortuna positivo – cioè quella di un altro ragazzo di cui ho scritto già due volte qui su Tgcom: Simone Mori. Nomi di parenti e amici che non abbiamo mai visto ma che da quelle pagine ci sembra quasi di conoscere. Non avevo approfondito, avevo letto qualche titolo sui social, credevo fosse solo qualche idiota sparuto che l’aveva criticata, ma in fin dei conti quel suo volume mi pareva davvero un fiore d’inverno (non a caso l’aveva intitolato “Fiorire d’inverno”) e quindi ero convinto che – come nel suo caso – potesse interessare anche un’altra storia –vera – simile alla sua, di un’altra persona che anche lei non voleva rassegnarsi e che, in un inverno profondo della vita, in una giornata con l’eclissi di sole, voleva fiorire, voleva splendere, nonostante tutto. I migliori video di Cronaca, Politica, Spettacolo, Motori, Animali provenienti da tutto il mondo. E per sottolineare il tutto, ogni volta che spedivo il  manoscritto in giro allegavo anche il link del suo profilo instagram (https://www.instagram.com/mepaa81/?hl=it )  che di energia ne sprizza in ogni foto. Dopo quella guerra arrivò la ricostruzione di una Italia democratica, antifascista e pluralista, poi il boom economico. Ero convinto, dicevo, che per pubblicare l’esempio di una ragazza così splendente avrei trovato le porte spalancate. Ci proverò sempre e comunque. Su Sky Sport le ultime notizie sportive live, risultati in diretta e video di calcio, f1, motogp, tennis, motori e tanto altro. Nel tardo pomeriggio di quel freddo martedì Silvana – un passato con problemi psichiatrici tenuti finalmente sotto controllo grazie ad una terapia rigorosa – si presenta a casa di Giovanna Rosica, la suocera, madre di Vincenzo Berghella, l’ex marito da cui è separata da anni. Per quasi due anni ho seguito per Quarto Grado il “caso Panarello”. Oggi, in un tempo sospeso, in una società consumistica come la nostra – in cui dopo la prima settimana a casa, la fame di un popolo egocentrico ha spinto milioni di esibizionisti a cantare e applaudire sui terrazzi mentre file di bare sfilavano accompagnate (quelle sì) da carri dell’esercito – non si vedono invece grandi progetti di ripartenza, di Ricostruzione. E per di più il rischio è davvero che si finisca per trasformare la Liberazione dal nazifascismo in una più generica e buonista “Liberazione da tutti i mali”. Gli diceva: “Josè sei un bastardo, hai rotto, esci da questo corpo!”. È a suo modo una fede. Dopo aver chiuso l’accordo con la casa editrice mi sono scontrato con un’altra “bestia nera”: la prefazione. Fuorionda a tradimento a Rai News 24 28 Febbraio 2020. Perché Nadia (che non ho avuto la fortuna di conoscere se non nei racconti di alcuni colleghi che stimo) e Malena probabilmente erano simili. Eppure a leggere i commenti sui social di chi non ha avuto – per sua fortuna – ricadute economiche o occupazionali da questa emergenza, sembrerebbe di leggere diari di guerra: chi si dispera per la mancanza dell’aperitivo, chi impreca per lo jogging vietato, chi si danna l’anima parlando di una limitazione della democrazia e della libertà. Oltre ogni sfortuna, incidente, lacrima. Il paragone con il passato è per certi versi impietoso, di sicuro inopportuno. Simone sorride. La politica di oggi in poche righe? Cercatelo), nonostante questo aveva ricevuto centinaia di insulti su Facebook. Poco importavano i miei tentativi di spiegare come l’approccio di questa ragazza – come la nostra amica Nadia – fosse improntato ad una sorta di strano “umorismo nero” messo in atto per salvarsi dal buio.