[87], Tra il 1801 e il 1802 rielaborò e portò a termine l'Ortis, pubblicato presso il Genio Tipografico a Milano. [125], «Di vizi ricco e di virtù, do lode / Alla ragion, ma corro ove al cor piace: / Morte sol mi darà fama e riposo.», Nel frattempo l'Austria insisteva nel reclamare la sua estradizione, ma Foscolo trovò un prezioso alleato nell'ambasciatore d'Inghilterra a Berna che gli rilasciò un passaporto per la Gran Bretagna, attraverso i buoni uffici di William Stewart Rose, dedicatario dell'Ipercalisse. 3) Nell’elaborazione delle “Ultime lettere di Jacopo Ortis”,Foscolo si ispiro’ molto a “ la nuova Eloise di Rosseau e “I dolori del giovane Werther di Gothe. [67] Foscolo, rispondendo all'articolo anonimo del 20 luglio, sosteneva la necessità di sorvegliare le autorità affinché rispettassero sempre la legge, sicché Gioia si era comportato come un «figlio, che avvisa il padre d'una imminente malattia». Monteporzio e Castelvecchio nella storia. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la vita di Ugo Foscolo, alcune opere di Ugo Foscolo: Le Grazie, la Ricciarda e la Notizia Ferito nella battaglia di Cento a una gamba, venne arrestato dagli austriaci durante la fuga e liberato a Modena dalle truppe di MacDonald partecipando in seguito alla battaglia della Trebbia e ad altri scontri. Ugo Foscolo: vita e opere. [18], Importanti furono anche i contatti con il gruppo degli amici bresciani, aperti alle influenze francesi e rivoluzionarie, e con Melchiorre Cesarotti, traduttore dei Canti di Ossian, per il quale Foscolo cominciò a nutrire una notevole ammirazione, giungendo ad intessere rapporti con i letterati che vedevano in lui il loro modello e padre spirituale, e contattandolo personalmente con una missiva del 28 settembre 1795. Dopo la sconfitta di Napoleone Bonaparte a Lipsia, nell'ottobre del 1813, e l'abdicazione del 1814, Foscolo ritornò per la quarta volta a vivere a Milano, riprendendo il proprio grado nell'esercito e compiendo un disperato tentativo di raccogliere uomini disposti a sacrificarsi per la città, ma l'arrivo in città degli austriaci abbatté la sua fiducia in una futura Italia indipendente. Nel marzo 1806 era di nuovo in Italia, tra Venezia, Milano e Brescia, dove nel 1807 pubblicò presso lo stampatore Bettoni il carme Dei sepolcri e l’Esperimento di traduzione della Iliade di Omero (in cui mette a confronto la propria versione del libro I dell’Iliade con quella di Monti). I resti del Foscolo tornarono così alla sua patria, come egli aveva desiderato[145], con una grande celebrazione voluta dal nuovo Regno d'Italia. Nello stesso 1802 compose l'ode All'amica risanata per Antonietta Fagnani Arese, suo nuovo ardente amore; nel 1803 diede alle stampe nella loro versione definitiva i sonetti con l'aggiunta dei quattro più famosi (Alla sera, A Zacinto, In morte del fratello Giovanni, Alla Musa, i quali tuttavia ricevettero un titolo, al pari degli altri otto sonetti, solo nel 1848, in un'edizione curata da Francesco Silvio Orlandini per Le Monnier) e l'ode All'amica risanata e A Luigia Pallavicini caduta da cavallo. Questi, da poco giunto in città e considerato "troppo moderato", veniva preso di mira dai patrioti più accesi, in particolare dal Lattanzi e da Francesco Gianni, celebre poeta improvvisatore che andava abbozzando un monumentale poema epico su Napoleone. Senza lavoro e infelice per il travagliato amore per Teresa Pikler Monti, nel settembre del 1798 il poeta si trasferì a Bologna dove iniziò la sua collaborazione a Il Genio democratico, fondato assieme al fratello Giovanni e poi riassorbito dal Monitore bolognese. all'antenoree prode, / de' santi Lari Idei ultimo albergo / e de' miei padri, darò i carmi e l'ossa, / e a te il pensier: ché piamente a queste / Dee non favella chi la patria oblia.», Foscolo nacque sull'isola greca di Zante (nota anche come Zacinto, cui dedicherà uno dei suoi più celebri sonetti), possesso plurisecolare della Repubblica di Venezia, il 6 febbraio del 1778, figlio di Andrea Foscolo (Corfù, 1754 - Spalato, 13 ottobre 1788), medico di vascello di origini veneziane, e della greca Diamantina Spathis (o Spathys; settembre 1747 - 28 aprile 1817), che si erano sposati a Zante il 5 maggio 1777 secondo il rito cattolico. [83], Nel 1802 pubblicò l'Orazione a Bonaparte in occasione dei Comizi di Lione[84] e una raccolta di liriche che comprendeva otto sonetti e l'ode A Luigia Pallavicini caduta da cavallo[85]. La folla ne rimase impressionata e si disperse, rinunciando al proposito.[12]. Partecipò alla difesa di Genova assediata (pur non vedendo di buon occhio la guerra) dove venne ferito nei pressi di Forte Diamante. Tra il 1793 e il 1797 frequentò le Scuole di San Cipriano a Murano dove Gasparo Gozzi era stato provveditore ed ebbe modo di seguire le lezioni del latinista Ubaldo Bregolini, del grecista Giambattista Galliccioli e dell'abate Angelo Dalmistro che assecondarono le aspirazioni letterarie del giovane. Sognavano infatti che la caduta del Direttorio e l'instaurazione dello stato di emergenza potessero favorire la nascita di una repubblica italiana indipendente. [100] Gli fu accordato, e Foscolo lasciò la Francia all'inizio della primavera dopo un nuovo passaggio per Parigi. [130] Primogenito di quattro fratelli, lo seguivano la sorella Rubina (dal nome d… L'opera si inserisce anche in una polemica con Madame de Staël sull'attitudine militare degli italiani.[107]. Il 23 luglio, dopo essersi più volte lamentato perché non riceveva regolarmente la paga militare, inviò al Ministro una lettera nella quale presentava le dimissioni, che però non furono accolte. [88] L'edizione dell'aprile 1803, apparsa a Milano presso Destefanis con il titolo Poesie di Ugo Foscolo - e dedicata dall'autore al poeta e futuro tragediografo Giovanni Battista Niccolini - non comprendeva ancora il sonetto per la morte del fratello, pubblicato nel mese di agosto per i tipi dell'editore milanese Agnello Nobile insieme agli altri tredici testi.[89]. [19] Il 30 ottobre del 1795 inviò per un parere al Cesarotti, docente presso lo Studio padovano, il manoscritto della tragedia Tieste, di carattere alfieriano e viva di fervori giacobini (rappresentata poi con un certo successo al Teatro Sant'Angelo di Venezia, il 4 gennaio 1797). [117] Nonostante la sua fedeltà al viceré Eugenio di Beauharnais (l'anno successivo ci sarà l'ultimo tentativo dei filo-napoleonici col proclama di Rimini del re di Napoli Gioacchino Murat), ultima speranza del cosiddetto "partito francese", alla fine decise di non opporsi con le armi ai vincitori. Tuttavia il Foscolo tenne poche lezioni (l'ultima il 15 giugno 1809), poiché l'incarico venne a breve soppresso da Napoleone, divenuto sospettoso di ogni libero pensiero. [81] Niccolò Foscolo (Ugo fu il nome che lo scrittore si aggiunse nel 1795 e che poi usò definitivamente al posto di quello anagrafico) nacque a Zante il 6 febbraio 1778 dal medico Andrea Foscolo e da Diamantina Spathys, primogenito di cinque figli (Rubina, Giovanni, Costantino e Giulio). A Valenciennes conobbe una giovane inglese (da cui andò per apprendere la lingua in vista dell'invasione dell'isola, poi mai attuata) Lady Fanny Emerytt Hamilton, da lui chiamata anche Sophia, dalla quale ebbe una figlia nel 1805, Mary, che egli chiamerà sempre Floriana, e di cui sarà ignaro per molto tempo[95]; la rivedrà dopo molti anni in Inghilterra e sarà il conforto dei suoi ultimi anni. Beati gli antichi che si credeano degni de' baci delle immortali dive del cielo; che sacrificavano alla Bellezza e alle Grazie; che diffondeano lo splendore della divinità su le imperfezioni dell'uomo, e che trovavano il BELLO ed il VERO accarezzando gli idoli della lor fantasia! Ugo Foscolo (Zante, 1778 - Turnham Green, 1827), è stato uno dei più importanti poeti della letteratura italiana di tutti i tempi, rappresentante del neoclassicismo e del preromanticismo. [82], «[...] a noi prescrisseil fato illacrimata sepoltura», Gli anni tra il 1801 e il 1804 furono anni di intensa attività letteraria ma anche di grande dolore per la morte del fratello Giovanni, che si era ucciso a Venezia l'8 dicembre del 1801 con un colpo di pugnale (sotto gli occhi della madre, come fu detto in seguito, ma senza prove) per sottrarsi al disonore di non poter pagare una grossa somma persa al gioco e che un sottoispettore aveva sottratto per lui alla cassa di guerra. [128], Nel 1817 morì a Venezia la madre (28 aprile), e Foscolo si occupò soprattutto della situazione delle Isole Ionie, scrivendo tre articoli, Stato politico delle Isole Jonie, Mémoires sur l'éducation publique aux Isles Ioniennes e Come ottenere modifiche alla costituzione delle Isole Ionie. [4][6] Altri affermano che il nome fu un omaggio a Ugo di Basseville, diplomatico e rivoluzionario francese assassinato dalla folla a Roma nel 1793 per il suo ostentato anticlericalismo, e ammirato da Foscolo assieme a Napoleone durante periodo "giacobino" italiano (1796-1799). Nella tomba gli furono messe due monete di rame sugli occhi, secondo un rituale greco antico. Unendo a questo aspetto le intemperanze pubbliche con cui Foscolo aveva accolto il Trattato di Campoformio nei suoi ultimi giorni in laguna, si spiega l'infelice esito della richiesta.[62]. Testi completi, traduzioni, parafrasi. Tra il 1800 e il 1801 Foscolo dimorò tra Bologna (dove si dedicò a un’intensa attività politico-giornalistica), Firenze e Milano. Fu per un breve periodo aiutante del cancelliere per le lettere del Tribunale. Ugo Foscolo La vita e le opere Da Zante a Venezia. Mappa del sito. Tra il 1795 e il 1797 compose e in parte pubblicò innumerevoli Odi e Sonetti e perfino una tragedia che incontrò un certo successo, Tieste. Seguì un botta e risposta con Giuseppe Lattanzi[65] (membro del corpo legislativo del Direttorio Cisalpino), finché il Foscolo intervenne il 25 luglio in difesa di Gioia sul modenese Giornale Repubblicano di Pubblica Istruzione,[66] dove cinque giorni prima si era invocata per il piacentino la condanna a morte, sulla base della legge sugli allarmisti del 18 febbraio. Il verbale, relativo alla sessione dell'1 messidoro, riporta integralmente la lettera ed è in U. Foscolo, Lettera di Gerolamo Polito ad Antonio Micheroux del 13 novembre 1797; si trova all'Archivio di Stato di Napoli, nella sezione Esteri, al n. 6854. [70] Se due articoli foscoliani apparsi il 15 e 19 marzo sul Monitore, proponendo una recensione sostanzialmente positiva del Bonaparte in Italia del Gianni e del suo autore, parrebbero alimentare la polemica nei confronti del Monti, un terzo articolo, del 23 marzo, ribalta il giudizio nei confronti del poema. Influenzato dalle tragiche vicende del suo tempo, Foscolo non nutre più la fiducia nel progresso e nell'umanità degli illuministi, ma descrive gran parte del mondo come regredito ad una "foresta di belve"[164], riprendendo le idee di Machiavelli e Hobbes[165]; questo gli provoca, dati i suoi ideali umanitari, un conflitto doloroso, perché il cambiamento presupponeva la rivoluzione e la rivoluzione portava comunque la guerra e la violenza fratricida. [146][147], Ferma restando la grandezza del poeta, secondo la studiosa irlandese Lucy Riall[148] la grande glorificazione di Foscolo a opera del nuovo governo italiano era parte della creazione di un pantheon di eroi laici (a cui poi seguiranno le celebrazioni di figure come quella di Garibaldi) come auspicato dal poeta stesso nei Sepolcri, per la religione civile della nuova Italia in contrasto con la Chiesa per la questione romana.[148]. [104], Contestualmente ai Sepolcri, Foscolo intraprese la traduzione del primo libro dell'Iliade, accordandosi con Monti affinché fosse pubblicata assieme alla sua versione del primo libro. [92] La divisione italiana, pronta a partire per la Francia, era comandata dal generale Domenico Pino, presso il quale Foscolo aveva già servito, difendendolo inoltre pubblicamente sul Monitore Italiano dopo la battaglia di Marengo. Il 20 marzo 1805 diventò «capo di battaglione delle truppe italiane». Ugo Foscolo, vita e opere: approfondimento. I primi tempi dell'esilio inglese furono piuttosto felici, il primo impatto addirittura entusiasmante. Immerso nella temperie culturale veneziana dell'epoca, fervente e cosmopolita, Foscolo ebbe modo di frequentare anche altri salotti e ritrovi letterari della città, dove si dibatteva intorno alla Rivoluzione francese, che oltralpe conosceva proprio allora alcune delle sue fasi culminanti. [53] Il diplomatico Girolamo Politi affermò nel novembre di quell'anno che la Società era retta da affiliati della loggia massonica «Le colonne della Democrazia», animata da Lauberg, una società segreta attraverso cui i francesi avevano accelerato il processo di democratizzazione delle città venete. [161] Il suo neoclassicismo è profondamente spiritualizzato, lontano da vagheggiamenti stilizzati di gusto archeologico e decorativo. L'archivio cronologico delle opere di Ugo Foscolo. L'ammissione del poeta, secondo cui i testi necessitavano ancora di un lungo labor limae[34], e la severità della censura veneziana ne impedirono la pubblicazione, ma alcune odi ci sono state tramandate, rivelando il carattere di un'opera in cui si attinge largamente alle Sacre Scritture per comporre una denuncia etico-politica condizionata dagli eventi francesi e influenzata dal modello pariniano. Old Chiswick Cemetery; dove Foscolo trovò sepoltura, Venne cremato probabilmente dopo la riesumazione o forse furono le ossa stesse ad essere traslate in Santa Croce; cfr. [139], Altri autografi sono conservati alla Biblioteca Braidense di Milano, alla Universitaria di Pavia, alla Biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma. «L'armonia / vince di mille secoli il silenzio», Foscolo aderì con convinzione alle teorie illuministiche di stampo materialistico e meccanicistico (in particolare il materialismo di Thomas Hobbes, Paul Henri Thiry d'Holbach, Diderot ed Helvétius, e il sensismo di Condillac). [105], Con una ricerca ossessiva della corrispondenza semantica e formale tra testo greco e riduzione italiana - fino a dove la diversità delle lingue e delle culture la permettesse -, Foscolo continuò a tradurre il poema omerico; portò a compimento i primi sette libri, lasciò ampiamente incompleto il lavoro sui libri ottavo, nono, decimo e ventesimo, ma pubblicò soltanto il terzo sull'Antologia di Giovan Pietro Vieusseux (ottobre 1821). Viaggio in francia-Francese. Nel 1792, accompagnato dal Provveditore dell'isola, Paolo Paruta, poté raggiungere la madre e i fratelli a Venezia e stabilirsi con loro nella piccola casa in Campo de le gate, nel sestiere Castello. Il carattere passionale e avverso alle ingiustizie di Foscolo si ravvisava già in un episodio degli anni di Zante: la popolazione voleva un giorno dare l'assalto al ghetto ebraico della piccola città, ricercando negli ebrei un capro espiatorio, come spesso accadeva. [135][138] Nel 1825 diventò insegnante di italiano in un istituto femminile e l'anno successivo fece domanda per ottenere la cattedra di italiano all'Università di Londra, da poco istituita. Niccolò Foscolo (Ugo fu il nome che lo scrittore si aggiunse nel 1795 e che poi usò definitivamente al posto di quello anagrafico) nacque a Zante il 6 febbraio 1778 dal medico Andrea Foscolo e da Diamantina Spathys, primogenito di cinque figli (Rubina, Giovanni, Costantino e Giulio). Dopo la morte del padre, nel 1792 la famiglia si trasferì a Venezia, dove cominciò a frequentare i salotti dell’aristocrazia, come quello della contessa Isabella Teotochi Albrizzi, … Foscolo inviò il testo del Tieste, con la dedica[24], alla residenza fiorentina del poeta astigiano. Forse l'avrei presentata più degna d'Alfieri, se la rapacità de' tipografi non l'avesse carpita e stampata, aggiungendole a' propri difetti le negligenze della lor arte. Home page‎ > ‎letteratura moderna‎ > ‎Ugo Foscolo‎ > ‎Alla sera: dal testo all'immagine del mondo, alla poetica e alla vita dell'Autore‎ > ‎ spirito guerriero Lo spirito guerriero che ruggisce nel petto del poeta è l'immagine dell'eroe romantico che si scontra con il reo tempo. [103], Il carme Dei sepolcri fu scritto tra l'agosto del 1806 e l'aprile del 1807 e pubblicato in quell'anno a Brescia, presso l'editore Niccolò Bettoni. L'attribuzione al giovane Foscolo, proposta da Scotti[28], è stata avallata da molti dei maggiori esegeti foscoliani; Scotti e gli altri studiosi hanno riconosciuto nella tragedia l'«Edipo, recitabile ma da non istamparsi», del sotto citato Piano di Studj, escludendo potesse invece trattarsi del completamento dell'Edipo abbozzato in prosa molti anni più tardi a Firenze. Alla rottura con Monti (1810) si aggiunse l'insuccesso della tragedia Ajace, rappresentata alla Scala il 9 dicembre 1811, che non ebbe successo e venne, inoltre, vietata dalla censura per le allusioni antifrancesi contenute. Foscolo non era tuttavia benvoluto da Gioacchino Murat, vistosi preso di mira nell'Orazione a Bonaparte pel Congresso di Lione (1802), sicché fu arruolato solo nel giugno successivo e solo come capitano di fanteria aggiunto, assegnato al Comando dei depositi di Valenciennes, dove i francesi erano di stanza. Ugo Foscolo (1778-1827) è uno dei principali esponenti del Neoclassicismo e del Pre-romanticismo italiano. [32] Nel Piano di Studj si trova l'accenno ad un romanzo, Laura, lettere, che la critica ha tradizionalmente riconosciuto come prima idea del romanzo epistolare, concretizzatasi col tempo nell'Ortis. Il 17 arrivò all'albergo delle Quattro Nazioni, dove alloggiò un paio di mesi, iniziando la stesura dell'inno Alle Grazie, concretizzatosi dapprima nella cosiddetta Prima redazione dell'Inno, quindi, attraverso ampliamenti e rielaborazioni, nella Seconda redazione, e destinato a prendere forma in un carme tripartito nell'aprile del 1813.