Nel periodo 1934-1939, in almeno otto paesi si studiarono, e nel possibile si svilupparono, in modo indipendente e in grande segreto, sistemi di questo tipo: Germania (certamente la più avanzata, con una corretta integrazione tra ricerca ed industria), Stati Uniti, Regno Unito, URSS, Giappone, Olanda (che poteva contare sulle ricerche della Philips e sulla sua eccellente produzione di componenti, tra i migliori sul mercato), Francia e Italia. Luiz Malgrado il continuo richiamo di autori italiani in merito ad una supposta superiorità scientifica italiana nel settore, l’Italia risultò marginale in questi studi e sviluppi, ed assente come fornitura di componenti, a dimostrazione dell’incapacità dell’industria e della netta separazione tra ricerca e sviluppo che sempre ha caratterizzato l’ambiente italiano. Ludewig penetrò nella Baia di Suruga a caccia di navi giapponesi. Un’ altro magnetron sperimentale, definito split-anode, fu sviluppato da Albert Hull nel 1920, ma non era in grado di generare alte frequenze e fu scarsamente impiegato. Un altro bombardamento costiero fu condotto dal sommergibile USS Trutta il 24 giugno, quando il battello sparò alcuni colpi di cannone ai danni dell'isola di Hirado. Due ponti ferroviari dell'importante Linea principale Tōkaidō furono presi di mira ma non colpiti, sebbene i danni causati alle infrastrutture ferroviarie nelle vicinanze portarono a una chiusura della linea per 66 ore. Nel corso del bombardamento il cacciatorpediniere Undine aprì per due volte il fuoco contro navi giapponesi apparse all'orizzonte, probabilmente gruppi di pescherecci; nessun aereo giapponese o batteria di artiglieria costiera tentò di contrastare l'attacco degli Alleati[31]. Fin da prima dello scoppio della guerra, i comandi militari giapponesi avevano ritenuto che l'artiglieria costiera non rappresentasse più un elemento fondamentale per la difesa del paese; come conseguenza, solo pochi porti strategici erano difesi da installazioni di artiglieria capaci di ingaggiare navi da battaglia nemiche, e molti dei cannoni così impiegati erano pezzi di calibro relativamente ridotto[2]. Al di là delle successive vicissitudini commerciali dell’inventore, bersaglio delle azioni improprie della Marconi, va altresì osservato che l’apparato precorreva i tempi e le possibilità dell’epoca, presentando alcune deficienze tecnologiche, anche se le stesse – continuando lo sviluppo - avrebbero potuto essere superate grazie all’ impiego delle valvole termoioniche, inventate solo nel successivo 1906 dal fisico austriaco Robert von Lieben. … Questo sistema era ovviamente sconosciuto e lontano dalla tecnologia italiana, pur essendo coevo all’ ordinazione di radar all’ industria italiana. Dopo aver completato la sua campagna di bombardamenti nella zona di Tokyo, la flotta alleata si rifornì in mare tra il 21 e il 23 luglio prima di lanciare nuovi pesanti attacchi aerei su Kure e il Mare interno di Seto tra il 24 e il 28 luglio[27]. Il radar XAF identificò pienamente i cacciatorpediniere che, completamente oscurati, avevano simulato attacchi siluranti notturni. Troppo per continuare ad affermare la supremazia ed il vantaggio di "…un’Italia che tra il 1936 ed il 1942 era ai massimi livelli scientifici e tecnici…". Ugo Tiberio, che comunque rimase sempre un isolato, addirittura a doppio incarico. Nel 1949 l'Agenzia per la stabilizzazione economica del Giappone calcolò che i bombardamenti navali degli Alleati e altre forme di attacco diverse dai bombardamenti strategici avevano causato 3 282 vittime: circa lo 0,5% di tutte le perdite inflitte dagli Alleati sul suolo delle isole giapponesi. Al contrario di altre ricerche, gli Stati Uniti puntarono quasi da subito su antenne rotatorie con propri asservimenti. Associazione Italiana Documentazione Marittima e Navale, Il radar nella seconda guerra mondiale: una guerra tecnologica e una occasione perduta (3 parte). Quasi per ironia della sorte, uno dei primi sistemi CXAM venne installato a bordo della USS California, una delle corazzate affondate nell'attacco giapponese a Pearl Harbor del 7 dicembre 1941. Nel 1930, un collaboratore di Taylor e Young, Lawrence A. Hyland, transitato al Laboratorio di Ricerca Navale Usa (NRL) di Washington, utilizzò un analogo sistema per rilevare il passaggio di un velivolo. Determinate in questa fase di sviluppo è stata la realizzazione del magnetron a cavità, studiato nel Regno Unito ma sviluppato industrialmente negli USA, che permise la produzione di apparati semplici, compatti, affidabili A partire dalla metà del luglio 1945 la United States Third Fleet dell'ammiraglio William Halsey, al cui interno erano state integrate varie unità della British Pacific Fleet, iniziò ad attaccare varie città e siti industriali lungo le coste orientali dell'arcipelago giapponese, impiegando sia velivoli imbarcati su portaerei che l'artiglieria di grosso calibro di navi da battaglia e incrociatori. Alla rotazione dell’antenna corrispondeva in sincronismo una linea radiale sul CRT, riportando sull’ ampio tubo catodico (CRT) la presenza di obiettivi sotto forma di punti brillanti. Vari prigionieri di guerra alleati erano stati assegnati come lavoratori alle industrie della zona ed erano detenuti in due accampamenti alle porte della città[11]. Il bombardamento della TU 34.8.2 ebbe inizio all'alba del 15 luglio. L’ installazione del radar non era recente, e non doveva essere sfuggita all’ intelligence di vari paesi, e si spera neppure a quella italiana: In occasione del varo del Prinz Eugen, nell’agosto 1938 a Kiel, in cui venne schierata la Graf Spee, varie foto mostrano l’antenna già installata. Non si possono dimenticare neppure le poco più tardive esperienze in Ungheria, dove nel 1936 l’ingegnere Zoltán Bay fu il primo a realizzare un modello funzionante nei laboratori della Tungsram, a dimostrazione di quanto fondamentale fosse il collegamento tra ricercatori ed industria. Il risultato fu che tra il giugno 1939 ed il maggio 1940 erano stati approntati almeno sei nuovi apparati, operanti su lunghezze d’onda tra 2 et 6,6 m, ma molto più sorprendente è il fatto che malgrado l’inaspettata e rapidissima invasione tedesca, gli apparati e gli specialisti vennero messi in salvo e non solo si installarono apparati sulle navi riparate a Dakar, ma addirittura su quelle stazionanti a Tolone, sotto gli occhi italiani e tedeschi. Un punto fermo fu la richiesta, il 27 novembre 1935, di un brevetto per il primo magnetron a più cavità, da parte del tedesco Hans Erich Hollmann, che fu concesso solo il 12 luglio 1938. L’ installazione del radar non era recente, e non doveva essere sfuggita all’ intelligence di vari paesi, e si spera neppure a quella italiana: In occasione del varo del Prinz Eugen, nell’agosto 1938 a Kiel, in cui venne schierata la Graf Spee, varie foto mostrano l’antenna già installata, principali, ed il loro settore angolare di ricerca era limitato dalla possibilità di brandeggio di tali sistemi, con l’ aggravante che i relativi motori ed asservimenti né avevano la potenza necessaria per l’ aumento di peso, di resistenza e di inerzia delle antenne né erano progettati per servizio continuo, unità britannica era dotata di un'ampia gamma di apparati radar, evidenza del continuo affinamento e della sua urgenza; due radar per il controllo del tiro dei, grossi calibri, quattro radar di tiro dei calibri secondari, quattro radar di tiro dei complessi antiaerei, , un radar di ricerca di superficie e un radar di ricerca aerea, Dalle fonti tecniche consultate e dalle documentazioni si apprende che gli apparati sovente andavano fuori taratura, il sistema di rotazione installato sul cielo della Stazione Direzione Tiro era soggetto ad avarie soprattutto sotto l’urto di vento energico; con mare agitato il tubo catodico presentava echi tali da confondersi con quello del bersaglio, mentre un rollio particolarmente accentuato causava il disorientamento dell’antenna. Paste as plain text instead, × Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale ritorna in servizio, col grado di maggiore, nell'anno 1941. Catturato dopo la caduta di Singapore. In preparazione a questo attacco, i sommergibili della US Navy pattugliarono le acque costiere del Giappone alla ricerca di campi di mine navali; nel mentre, i B-24 Liberator dell'USAAF condussero svariate missioni di ricognizione fotografica su gran parte del Giappone per individuare obiettivi da segnalare alla Third Fleet[6]. Un esigenza sentita, ma anche un bel proposito, reso più attuale dalla successiva mancata scoperta dell'iceberg che portò all’ affondamento del Titanic. Significativo, anche come confronto, al di là dei risultati, è la comparazione tra sistemazioni inglesi e tedesche in occasione dello scontro tra la HMS Prince of Wales e la Bismarck: l’unità britannica era dotata di un'ampia gamma di apparati radar, evidenza del continuo affinamento e della sua urgenza; due radar per il controllo del tiro dei grossi calibri, quattro radar di tiro dei calibri secondari, quattro radar di tiro dei complessi antiaerei pom pom, un radar di ricerca di superficie e un radar di ricerca aerea insieme ad un certo numero di apparati di contromisure elettroniche. Inizialmente i visori radar erano costituiti nel migliore dei casi da una sorta di oscilloscopio, sul cui tubo a raggi catodici (CRT) con una linea di base orizzontale sulla quale si proiettava il segnale. Abbiamo già accennato al fatto che la scelta statunitense, e poi britannica, si orientò sin dall’ inizio su antenne a rotazione completa, continua: i tedeschi ed i giapponesi, cosi come gli italiani, scelsero la soluzione di collegare rigidamente le antenne alle direzioni di tiro, od ai telemetri principali, ed il loro settore angolare di ricerca era limitato dalla possibilità di brandeggio di tali sistemi, con l’ aggravante che i relativi motori ed asservimenti né avevano la potenza necessaria per l’ aumento di peso, di resistenza e di inerzia delle antenne né erano progettati per servizio continuo. Non esisteva chiarezza sull’uso e conseguentemente non esisteva la minima uniformità, né scientifica, né operativa, per definire i nuovi sistemi: dopo una serie infinita di attribuzioni, l’acronimo RADAR fu coniato nel 1939 dal Signal Corps degli Stati Uniti nel corso dello sviluppo degli apparati per la US Navy. È interessante notare come, avendo immediatamente compreso che uno dei problemi poteva essere quello del brandeggio dell’antenna (problema che afflisse i tedeschi e molto di più le tardive installazioni italiane) la US Navy scelse da subito la soluzione con sistema autonomo di rotazione antenna, come è evidente nel prototipo installato nei primi anni 30 sulla terrazza del NRL, foto che favorisce la comparazione con le antenne analogamente installate sulla terrazza del RIEC. con radar Type 285, Sulle navi dell’epoca il problema era già tragico, come spazi disponibili: imbarcare l’oggetto significava collegarlo, assegnare spazio agli operatori, alimentarlo con l’energia necessaria, con l’ulteriore piccolo particolare che le navi italiane dell’epoca non erano ridondanti come potenza elettrica installata, e non ultimo problema erano alimentate in corrente continua ... cimitero subacqueo giapponese Diventò una roccaforte navale giapponese. Nei primi mesi del 1942 venne sviluppato ed introdotto l'indicatore di posizione orizzontale (PPI), grazie alla disponibilità di tubi catodici di grandi dimensioni a faccia piana, che immediatamente rese possibile la presentazione della situazione tattica circostante la nave, grazie al segnale corrispondente alla scansione circolare continua dell’antenna, con velocità costante di rotazione. Le “colpe” italiane – sempre che si vogliano cercare colpe e non accettare la realtà di una tragica arretratezza ed impreparazione - andrebbero quindi ricercate ad un livello diverso e superiore a quello militare, comunque cieco e sordo; qualche riflessione di più ci sarebbe da fare sull’ altezzosa casta scientifica ed accademica, Marconi in primis. Il rumore del bombardamento fu trasmesso in diretta alle radio negli Stati Uniti tramite gli impianti della corazzata Iowa[39]. Questi lavori, ma soprattutto i successi e l’innegabile constatazione che la Reichmarine grazie all’ impegno di Kühnhold non solo come ricercatore ma co-fondatore della GEMA, la società di sviluppo, e fautore della collaborazione della stessa con il NVA, fanno reclamare ai tedeschi la paternità dello stesso Kühnhold. × Scheda tecnica e storia delle principali navi da guerra impiegate dalla Marina Imperiale del Giappone nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Continuando a confutare l’affermazione, ricorrente in molti autori, in merito a "… un’Italia che tra il 1936 ed il 1942 era ai massimi livelli scientifici e tecnici…" nonché dell’unicità delle ricerche e risultati italiani, basta ricordare che numerosi sistemi simili, che fornivano indicazioni sulla presenza e movimenti di ostacoli a distanze ridotte, erano già stati sviluppati nei primi due decenni del 900. Apparecchio, e documentazione di prova che valsero a Hülsmeyer il brevetto Nr. Nessun velivolo giapponese o postazione di artiglieria costiera tentò di contrastare questa incursione[9][10]. Sebbene molti dei colpi fossero caduti all'interno dei terreni delle fabbriche, l'onda d'urto delle loro esplosioni causò lo scoppio di vari incendi in lungo e in largo per l'abitato di Kamaishi; le colonne di fumo così risultanti impedirono ai velivoli delle portaerei di supportare il bombardamento o segnalare correzioni al tiro, e le navi da battaglia continuarono quindi a sparare su bersagli predeterminati. È vera presunzione affermare che "… l’Italia tra il 1936 ed il 1942 era ai massimi livelli scientifici e tecnici…" un vero e proprio ritorno alla propaganda di regime per poi cercare i riscontri di colpe e tradimenti. Sul Leary l’antenna venne montata sulla canna di un cannone, sia per poterla brandeggiare agevolmente e rapidamente, ed avere un riscontro esatto dell’orientamento azimutale, sia per poterla regolare in elevazione . Mentre le prove ed i collaudi effettuati a terra fornivano esiti più che soddisfacenti, una volta sistemati a bordo i radiotelemetri denunciavano difetti. per ricerca e sviluppo delle comunicazioni navali. Le FFAA sapevano (quasi) tutto fin dal 1948 L’ usuale “storiografia” italiana mette l’accento (ovviamente in quanto avversari diretti) sui progressi britannici, ma trascura totalmente le pur molto avanzate realizzazioni francesi, certamente non coperte dallo stesso stretto segreto delle realizzazioni inglesi e tedesche. Alla fine l'aviazione inglese ebbe la meglio e Hitler dovette ABBANDONARE l'idea di CONQUISTARE la Gran Bretagna. La violenza sulle donne nella seconda guerra mondiale; I rifugi antiaerei di Milano tra 1931 e 1945; Cefalonia. Infatti i radiotelemetri installati a bordo delle unità navali italiane non furono quasi mai utilizzati “per ordini superiori” ..." La dimensione dell'antenna è inversamente proporzionale alla frequenza di funzionamento, pertanto aumentando la frequenza operativa fu possibile ridurre le dimensioni dell’antenna. Nessun ulteriore bombardamento navale venne condotto dalla flotta alleata prima che il Giappone si arrendesse il 15 agosto 1945[41]. Naval Research Laboratory). A partire dalla metà del 1945, durante le ultime settimane della seconda guerra mondiale, le città e le zone industriali dell'arcipelago giapponese furono sottoposte a una serie di continui bombardamenti aerei a opera dei bombardieri strategici Boeing B-29 Superfortress della United States Army Air Forces (USAAF), in arrivo dalle basi allestite nell'arcipelago delle isole Marianne. Una mancanza di conoscenza e valutazione che oltre ai già citati, e sfortunati, tentativi tedeschi di infrangere il muro di segreto inglese sulla CH con gli Zeppelin, ebbe un violento scossone solo con l’esame del relitto della Graf Spee, con una rocambolesca operazione inglese di trafugamento di quanto rimaneva del radar Freya e di ricerca su quanto e come il sistema potesse essere stato asservito alla direzione di tiro. Analisi eseguite nel dopoguerra stimarono che i danni inflitti alle strutture industriali dai proiettili da 410 mm delle corazzate, ciascuno del peso di 910 chili, furono minori di quelli inflitti dalle bombe a frammentazione dello stesso peso o di peso inferiore utilizzate dai bombardieri nei loro raid aerei; questo fece dire al viceammiraglio McCain che gli aerei assegnati alla protezione dei gruppi di navi da battaglia avrebbero potuto causare maggiori danni se fossero stati a loro volta impiegati per gli attacchi al posto delle navi stesse. Dopo aver vissuto e recepito, da giovane ufficiale, i racconti e le esperienze di chi quella guerra l’aveva vissuta cerco di proporre un’analisi dei fatti e delle notizie documentate esistenti e dal punto di vista dell’evoluzione tecnologica. LA SECONDA GUERRA MONDIALE 1939 - 1945. Come nel caso del bombardamento di Kamaishi, tuttavia, gli analisti alleati della ricognizione fotografica sottostimarono l'ammontare dei danni inflitti[16][19]. Gli Usa entrano in guerra 1942 Viene dato il via alla "soluzione finale del problema I politici ed i gerarchi italiani che certamente non furono zelanti nelle richieste né nei controlli all’ industria, pretendevano ed attendevano, rispetto al radar, qualcosa di perfetto, pur non comprendendo l’ uso né dedicando risorse (in effetti potremmo dire che non avevano capito né cos’ era né a cosa serviva, ne quale priorità dovevano dargli, pur facendo parte di questa casta l’élite scientifica italiana, la stessa che magari, a guerra finita si stracciò le vesti, la stessa che oggi incontra tanti esegeti). Il radar nella seconda guerra mondiale: una guerra tecnologica e una occasione perduta (2 parte) ... Sino alla prima guerra mondiale, Standard Elektrik Lorenz era il principale fornitore di apparecchiature di comunicazione per l'esercito tedesco e fu il principale rivale di Telefunken. La King George V aprì il fuoco alle 23:19 sugli impianti della Japan Musical Instrument Company (che erano stati riconvertiti alla produzione di motori aeronautici); la corazzata sparò 265 colpi da 360 mm da una distanza di 18 chilometri in 27 minuti, ma nonostante le segnalazioni di un aereo da ricognizione per l'aggiustamento del tiro e le buone condizioni di visibilità riuscì a infliggere solo pochi danni alle installazioni industriali. Eppure, anche non ipotizzando l’adozione e l’impiego di radars da parte britannica le interferenze sulle comunicazioni e la radiogoniometria avrebbero dovute essere di attualità se non prioritarie.   Your link has been automatically embedded. Le navi da battaglia alleate aprirono il fuoco alle 23:10, dirigendo il tiro con i loro apparati radar e LORAN[22]. Ucciso nella seconda guerra mondiale non erano solo i soldati. I Kamikaze giapponesi della Seconda Guerra Mondiale, hanno sempre operato esclusivamente contro ben determinati obiettivi militari, i quali, a loro volta sono stati sempre in grado di reagire opportunamente con le armi. Una mancanza di conoscenza e valutazione che oltre ai già citati, e sfortunati, tentativi tedeschi di infrangere il muro di segreto inglese sulla CH con gli Zeppelin, ebbe un violento scossone solo con l’esame del relitto della Graf Spee, con una rocambolesca operazione inglese di trafugamento di quanto rimaneva del radar Freya e di ricerca su quanto e come il sistema potesse essere stato asservito alla direzione di tiro. La Task Force 38 diresse quindi a nord, e il 14 luglio iniziò una serie di raid aerei contro obiettivi situati nell'Hokkaidō e nel nord di Honshū: queste zone si trovavano fuori dal raggio d'azione dei B-29 nelle Marianne e, fino a quel momento, non erano mai state attaccate. Stufo di pubblicazioni che trattano il tradimento, la presenza di spie, fin dallo scoppio del conflitto, nei comandi della Marina e dell’Aeronautica, la dietrologia sull’armistizio di Cassibile, con una serie di libri che evidenziano delle tesi senza dimostrarle, e mi azzardo a citarli, lasciando perdere quelli degli anni 50: Fucilate gli ammiragli (1987) di Gianni Rocca, Tecnica della sconfitta (1969) di Franco Bandini, Il suicidio italiano di Piero Baroni (2007), Il Tradimento di Piero Baroni (2017, allegato de Il Giornale), attento nel sottofondo a supposti rapporti segreti tra l'Italia e Stati Uniti, che vanno dal supposto scoop, alla ripresa del complottismo, agli eterni traditori. Se facciamo un parallelo con l’Inghilterra, in questo paese la decisione sul radar (sotto la spinta del riarmo della Germania e la necessità di organizzare la difesa aerea dotandola di un sistema di allarme tempestivo) fu prima di tutto una decisione politica, i presupposti tecnici erano gli stessi dell’Italia, la decisione e lo sviluppo furono messi in mano a accademici scienziati.