Il diritto alla felicità in età moderna Nella storia della filosofia spiccano le celebri frasi e pensieri di Socrate, Platone, Aristotele ed Epicuro [2] in merito. La terra cessa di essere il temporaneo esilio dell’uomo, ma la sua dimora gioiosa. Quel diritto alla felicità teorizzato da un Napoletano e costituzionalizzato da un Americano.    A Schopenhauer piacque vedersi accostato a Leopardi, che considerava un «fratello spirituale italiano». Siamo davvero in grado di essere felici? Platone ritiene che la giustizia in sé è il bene supremo per l’anima, e va praticata a qualunque costo. Ognuno associa la felicità ad oggetti diversi, questo per il suo carattere soggettivo. La vita non è un’agevole passeggiata, perché gli dei hanno celato agli uomini ciò che potrebbe renderli felici. Da qui l’idea di creare un modello di Stato ideale, perché l’uomo non può essere giusto e felice se lo Stato non è giusto e felice. ________________________________________ La letteratura deve dare conto delle intermittenze del cuore. Maffei, Conti, Goldoni. 'Carpe diem' è il consiglio che Orazio dava alla sua Leuconoe, invitandola a godere la vita attimo per attimo e a non curarsi del futuro. Ma quello che Cicerone condannava del pensiero epicureo era soprattutto la professione del disimpegno sociale e politico dei giovani seguaci dell’insegnamento epicureo, che contrastava con l’ethos dei ceti dirigenti romani. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione sine qua non di piccole e intermittenti felicità”. La letteratura italiana è vastissima. La felicità nella letteratura italiana dal Quattro al Novecento libro di Vincenzo Caputo pubblicato da FrancoAngeli Editore nel 2016 Siamo perennemente insoddisfatti. Tema svolto sul confronto tra Foscolo e Leopardi: il ruolo delle illusioni nel pensiero dei due poeti della letteratura italiana ottocentesca. These cookies do not store any personal information. Guy de Maupassant Tutti i racconti > qui. Tale forza genera il bisogno, e il bisogno il dolore. Questo file PDF è una versione gratuita di sole 20 pagine ed è leggibile con La dottrina cristiana ha come conseguenza la mancanza di felicità, poiché nessun momento vissuto ha in se stesso una pienezza autosufficiente di significato. La storia di una impossibile felicità, in Il "barlume che vacilla". Alla conoscenza viene sostituita la 'coscienza' come forza spirituale e morale dell’uomo. Quasi nello stesso tempo l’uno creava la metafisica e l’altro la poesia del dolore. ed otterrai il link per scaricare il PDF, Copyright © 2020 Il Superuovo — Powered by Pipool SRL. Al di sopra del pantheon greco e dello stesso padre degli uomini e degli dei stava inesorabile il Fato, il dio più antico, generato dalla Notte senza il concorso di altre divinità. In età romantica, la felicità è vista come  un’aspirazione impossibile, una ricerca continua e disperata. Nell’art.     Questo stato d’animo così appagante è alla base di tutti i nostri sogni e dei nostri desideri. Di fronte a questa visione pessimistica dell’esistenza, due sono le possibilità di scelta: rinunziare a vivere o rifugiarsi nel nirvana attraverso una vita ascetica, o ritenere che il senso della vita non stia fuori dall’esistenza, ma nell’essere stesso, in ciò che Nietzsche chiama il divenire 'dionisiaco' delle cose. Se dopo trent’anni Zeus fu mosso a pietà dalle atroci sofferenze cui aveva condannato il rapitore del fuoco divino, accogliendolo immortale nei Campi Elisi, anche il Dio del Nuovo Testamento, facendosi uomo, volle provare fino in fondo le pene dell’umanità per riscattarla dal peccato originale. Perciò, la felicità coincide con la giovinezza: 'Per poco tempo, come un sogno dura la preziosa giovinezza e subito incombe sul capo la penosa e deforme vecchiaia, odiosa e disprezzata, che assedia l’uomo da ogni parte, gli danneggia occhi e mente, rendendolo irriconoscibile'. Intimoriti, fecero come era stato ordinato. La felicità nella letteratura italiana dal Quattro al Novecento, a cura di Vincenzo Caputo. Tale piacere senza freni e inibizioni non crea una condizione di vita beata, quella che, per usare un termine dantesco, fa trasumanar, nel senso di superare i limiti sensoriali dell’uomo, anzi si svolge completamente nella sfera dei sensi: ' O mia Afrodite … ti supplico, non forzare l’anima mia con affanni né con dolore … liberami dai tormenti, / avvenga ciò che la mia anima vuole./ Aiutami, Afrodite'. È come se Vermeer fosse riuscito a fermare la vita nella quiete di un istante rivelando il senso profondo dei gesti più semplici. Nonostante sia sempre stato dipinto come il poeta depresso  per eccellenza, come un individuo troppo debole per sopportare le incombenze della vita costretto a rifugiarsi nella solitudine e nello studio per fuggirle, Leopardi è esattamente l’opposto. A questa domanda ne segue un’altra: si può educare alla felicità? Alla ricerca della felicità Che rumore fa la felicità: tesina maturità. Fin dagli albori, l’uomo ha perseguito la felicità facendo tutto ciò che fosse in grado per ottenerla, ma spesso con scarsi risultati e, dalla nascita della società moderna la situazione, purtroppo, tende a peggiorare. Antonino Tobia La felicit� tra poesia e filosofia. Per quanto riguarda la felicità il riferimento più noto si trova nella visione pessimista di Solone, uno dei sette saggi e famosissimo legislatore: egli affermava che nessuno poteva essere detto felice sotto il sole, ma che era necessario aspettare la fine della sua vita per poterlo dichiarare tale, a causa delle possibili sventure incombenti su di lui in modo imprevedibile. This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Nella storia della filosofia spiccano le celebri frasi e pensieri di Socrate, Platone, Aristotele ed Epicuro [2] in merito. Alludendo a un'immagine animale ( i nidi delle cimase ), l'autore spiega come questo sentimento possa rinfrescare e illuminare anche gli animi più bui. a. C.) la felicità coincide con la virtù, di cui sono garanti gli dei. La felicità nella concezione di Verri. La diagnosi di Schopenhauer sul valore della vita viene ripresa dal filosofo tedesco Friedrich Nietzsche: la vita è dolore, crudeltà, errore, è dominata dal caso, non fornisce alcuna garanzia ai valori umani. Non c'è felicità se non con consapevolezza. l’aumento del reddito e la felicità delle persone nel corso della loro vita. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l'amore, i matrimoni, i funerali. Catullo fu uno di questi bersagli dell’oratore romano. Chiese, quindi, a ciascuno di scrivere sul foglio il problema più importante che lo assillava. Neppure i Numi potevano sottrarsi a ciò che il Fato aveva stabilito e ordinato alle Moire, le Parche nella religione dei Romani, che presiedevano all’intero corso della vita umana. . Il tema della felicità è un tema centrale nell’uomo, tanto da essere stato sviscerato in campo di letteratura, filosofia, musica, o anche da semplici riflessioni personali. [2] Alcuni affermano che uno stuolo di cavalieri o di fanti sia lo spettacolo più bello da vedere su questa nera terra, altri una flotta di navi. L’aspirazione alla felicita è caratteristica dell’etica classica, che la chiamò eudaimonia ( eudemonismo). Lo stesso si ricava dal passo di Leopardi citato sopra, che anzi puntualizza ancora meglio l’importanza della nostra soddisfazione personale per stabilire come e quando ci si può dire felici. È vero anche che Lucrezio intravvedeva nell’eros (Venere) non la momentanea soddisfazione dei sensi, bensì l’antidoto alle guerre civili (Marte), che da anni insanguinavano Roma, come si può leggere nell’invocazione a Venere del De rerum natura. Vai alla sezione che contiene i tag e feed e l'iscrizione alla nostra mailinglist. IDEE PER INSEGNARE - SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO. Oblio e felicità nella storia della letteratura e nella filosofia. Nella storia delle norme fondatrici di uno Stato è la prima volta che viene sancito “il diritto alla felicità. La gratitudine e il segreto della felicità Psicologia positiva, Felicità Aggiornato il 24 maggio 2015. Il poeta veronese cantava l’amore, l’amicizia, analizzava i sentimenti trasferendoli nel mito con tono elegiaco, non partecipava alla corsa agli onori e poteva persino rivolgersi con tono pesantemente ironico al conquistatore delle Gallie e al principe del foro romano, quasi ad affermare il primato della poesia e dell’arte sulla politica. In tal senso, l’atto di disubbidienza di Adamo appare speculare all’intrepida azione di Prometeo, che rubò di nascosto il fuoco agli dei per donarlo agli uomini. Solo così riesce a essere grande. La vita non è fuga dal sociale ma impegno nel sociale, perseguendo un duplice obiettivo. L’educazione e il comunismo sono i due sistemi che garantiscono la stabilità dello Stato. Versetti biblici: la felicità nella Bibbia. Purtroppo questo non corrisponde alla nostra esperienza. La vera felicità è nell’aldilà. Alla setta degli epicurei si potrebbero associare Luigi Pulci, autore del Morgante maggiore e Ludovico Ariosto che nelle Satire, oltre che nell’universo del suo poema, sembra attingere alla concezione esistenziale di un sincero epicureo. Leopardi vedeva il mondo così, e non sapeva il perché. Epicuro ha dunque fornito agli uomini il quadruplice rimedio, il cosiddetto quadrifarmaco, per essere felici:      "Naturali e necessari", come il mangiare moderatamente quando si ha fame, bere ragionevolmente quando si ha sete e riposare quando si è stanchi. Per il raggiungimento dell’aponia e dell’atarassia, Epicuro classifica i piaceri in tre grandi categorie: Forse, in un mondo di contraddizioni, in cui va bene tutto e anche il contrario di tutto, la vera saggezza sta nella pura contemplazione e la vera felicità nel non aver bisogno di felicità. Il filosofo di Cordoba partecipò attivamente alla vita politica come maestro dell’imperatore Nerone, dal quale fu condannato al suicidio, che egli affrontò con stoica fermezza. Il tema della felicità era molto caro a Giacomo, che ne fa quasi un cardine del suo pensiero. Pertanto, la domanda corrente è se l’uomo possa raggiungere la felicità, e quindi se sia stato mai felice e soprattutto come questo stato d’animo sia stato concepito nel tempo: se come  un’aspirazione ascetica, se come la ricerca di una dimensione edonistica, oppure se vissuto come la nostalgia di un eden lontano. "Naturali ma non necessari" come: l’abbondanza, il lusso, case enormi oltre il necessario, cibi raffinati e tutte le variazioni superflue dei piaceri naturali. Per me la felicità è data dalla persona che si ama … Saffo, 27 a - Diehl Nel 1957, allo scrittore Albert Camus fu attribuito il premio Nobel per la letteratura con questa motivazione: per la sua importante produzione letteraria che con perspicace onestà illumina la coscienza degli uomini del nostro tempo. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati. Cibo e letteratura. Il De Sanctis nel dialogo Leopardi e Schopenhauer, che diede alle stampe nel 1858, due anni prima che il filosofo tedesco morisse e vent’anni dopo la morte del poeta di Recanati, scrisse: felicità Stato d’animo di chi è sereno, non turbato da dolori o preoccupazioni e gode di questo suo stato. Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. Il ragazzo, che ha ispirato prima il libro di. Sapere è uccidere, nella felicità come in tutto. Se, prima di passare nei successivi capitoli allo studio dei singoli filosofi, ... È in questo che la letteratura decadentista è assolutamente antitetica a quella marxista. Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. L’eroismo omerico cede il passo al lavoro e alla giustizia. Questa analisi si ritiene […] I desideri del corpo sono, quindi, ben diversi dai desideri dell’anima. La vera felicità, quella della contemplazione, è riservata alla minoranza dei governanti-filosofi. La prima è rivolta a tutti i giovani a spese dell’erario pubblico, attraverso un’opportuna selezione meritocratica. Da ciò la diffidenza nei confronti dei piaceri sensibili, che legano l’anima al corpo e le impediscono di elevarsi al mondo spirituale. ... Insomma la ricetta è nella felicità. Non è nella natura umana il volere andare incontro a quello che si crede male in cambio del bene. La soluzione, che trova la sua massima esplicazione nella poesia “ La Ginestra” non potrebbe essere più semplice: per spezzare l’angosciosa catena della malinconia, non dovremmo far altro che crearne una a nostra volta, una catena solidale, come viene definita dallo stesso Leopardi. Felicità e letteratura a Venezia. Se gli istinti e le passioni non si scaricano all’esterno, afferma N., si rivolgono all’interno, creando l’uomo tormentato proprio della religione cristiana, che vive tutto come peccato e senso di colpa. Il contemptus mundi implica il disprezzo di tutto ciò che appartiene alla sfera terrena, alle lusinghe del mondo e al piacere dei sensi. Platone, ispirandosi ai miti orfici, identifica l’essere umano con una realtà spirituale, l’anima, eterogenea rispetto al corpo. Lo stesso si ricava dal passo di Leopardi citato sopra, che anzi puntualizza ancora meglio l’importanza della nostra soddisfazione personale per stabilire come e quando ci si può dire felici.   « Leopardi e Schopenhauer sono una cosa. L’etimologia fa derivare il lessema felicità dal latino: felicitas, la cui radice "fe-" indica abbondanza, ricchezza, prosperità, sicché si può notare la presenza della medesima radice in aggettivi come fecondo, fertile, ferace. These cookies will be stored in your browser only with your consent. Sennonché, il piacere che prova l’esteta attraverso la sublimazione dei bisogni erotici e degli impulsi sensuali si rivela una menzogna, molto lontana dalla felicità. Altrimenti, accettasse il fardello d’infelicità che lo aveva spinto a venire e rimettesse il foglietto nella cesta. Il pensatore epicureo cessa di essere il polités, impegnato nella vita civile e politica, tipico della concezione classica del pensiero greco da Platone ad Aristotele. Infatti, 'al modo delle foglie che nel tempo/ fiorito della primavera nascono/ e ai raggi del sole rapide crescono, noi simili a quelle per un attimo/ abbiamo diletto del fiore dell’età/ ignorando il bene e il male per dono dei Celesti'. [...] Il perché l’ha trovato Schopenhauer con la scoperta del Wille. La felicità per gli Stoici consiste nel distinguere le cose che dipendono da noi da quelle su cui non possiamo intervenire: ad impossibilia nemo tenetur. Orazio, ... Eppure in quel gesto è concentrata una bellezza straordinaria. Il messaggio biblico, infatti, identifica la felicità con la virtù perduta da riconquistare. Nella seconda strofa Montale dà alla felicità del tu e attinge a uno dei temi principali degli Ossi di seppia: l'ora che evoca la bellezza fugace del mattino. La felicità è armonia e questa deriva dalla giustizia. Leopardi e Christopher, o meglio Alex, cercano di risponderci. A quasi un secolo da quel momento, il suo appello alla difesa dei nostri affetti e alla ricerca di una gioia che non ci faccia scomparire nella … 'Sustine et abstine': sopporta e  astieniti, bisogna contentarsi e subire. Seneca avverte fortemente il senso del divino e il suo Dio assume tratti spirituali simili a quelli del messaggio cristiano che stava diffondendosi a Roma. Per lei lui rinnegherebbe la sua fede letteraria e si trasferirebbe nella vecchia casa di campagna. Viviamo nella dittatura della contentezza, che ci svilisce come individui e ci riduce a consumatori. critica è un libro di Alfonzetti Beatrice pubblicato da Edizioni dell'Orso nella collana Contributi e proposte, con argomento Letteratura italiana moderna; Letteratura veneziana; Venezia-Cultura - ISBN: 9788836130443 In entrambi i casi, la ricerca del sapere produsse sofferenza e dolore, ma consegnò all’uomo le chiavi della sua consapevole crescita materiale e spirituale. All’individualismo epicureo lo Stoicismo contrappone il dovere di esplicare tutta la libertà che il dio ci ha dato. Come pure è negata l’esistenza di Dio, inventato dagli uomini per fronteggiare il volto caotico della realtà e rassicurare se stessi e i loro figli che il mondo è dominato da una Provvidenza, da un logos che ha disposto ogni cosa in armonia. You also have the option to opt-out of these cookies. La sapida eloquenza. Come è affrontato il tema della felicità in Leopardi e nel film diretto da Sean Pen, basato sul libro di Jon Krakauer. Lo Stoicismo  o 'scuola del portico' (gr. La felicità è stata, e probabilmente sarà sempre, l’eterna chimera dell’uomo, ciò a cui tutti aspirano ma che sembra tanto più labile quanto più ci avviciniamo ad essa.Nell’iconografia comune la felicità è spesso rappresentata come un tramonto in un campo fiorito, ma non è possibile ridurre un concetto così complicato a un semplice quadro idillico. Con questa accezione l’aggettivo epicureo si diffuse nello spazio e nel tempo. XI). E’ questa l’enunciazione contenuta nella Dichiarazione d’indipendenza Americana del 4 luglio 1776. 15 Maggio 2020. Infatti, l’uomo ricco ha una capacità di godere dei beni poco di più di quello povero, cui l’accomuna la precarietà dell’esistenza. Al materialismo epicureo si oppose il pensiero degli Stoici. A Mimnermo (VII sec. Eros, quindi, come richiamo ad una pax tranquilla et placida, capace di sostituire la cultura della violenza imperante a Roma nel I° secolo a. C. . » Ma si tratta pur sempre di una felicità occasionale, momentanea, non certo duratura, che coincide con la passione dionisiaca o afrodisiaca. Si cade nell’errore, quindi, ogni qual volta viene definito 'epicureo' uno sfrenato edonista, che intende la vita solo come soddisfazione dei piaceri sensoriali senza alcun limite. Massimo Gatta, Bibliofilia del gusto. La virtù e la felicità si possono raggiungere attraverso la conoscenza, cioè attraverso la ragione, che svolge quindi una funzione etica e gnoseologica e libera dalle false certezze. La grande innovazione di Leopardi consiste nella scoperta che la felicità esiste solo nel passato e nel futuro, che spiega percettibilmente quello stato di inconsistenza della felicità e quindi l’impossibilità di una sua estensione temporale. Gli unici piaceri che vanno soddisfatti sono quelli del primo gruppo perché, se gustati con misura, eliminano il dolore sia fisico sia spirituale. La felicità è fuori dalla felicità. In pochi istanti, tutti rimisero il foglietto nella cesta, felici di riprendersi la propria infelicità. Nascita del concetto di nostalgia Ben prima del lavoro di Hofer, la nostalgia era già apparsa nella letteratura e nella poesia, a partire dai salmi biblici, per continuare con gli scritti di Omero, Ippocrate, e Cesare. Ma per reggere la morte di Dio, che provoca un senso di vertigine e di smarrimento, occorre che l’uomo stesso si faccia Dio trasformandosi in superuomo. L’indagine filosofica di Leopardi parte dalla teoria del piacere (Zibaldone, 165-172, 1820). Gli amanuensi fecero una drastica selezione dei classici latini e greci, trasferendo ai posteri solo le opere che ritenevano indispensabili all’arricchimento della spiritualità e utili alla vita civile, pur considerandone gli autori moralmente manchevoli delle virtù teologali, insegnate da Cristo. La virtù tu la incontrerai nel tempio, nel foro, nella curia, eretta di fronte alle mura, pulverulenta, macchiata, con le mani callose; il piacere invece lo troverai più spesso latitante, nascosto tra le tenebre, nelle vicinanze dei bagni, presso le stufe sudatorie, nei locali sporchi che temono il controllo dell’edile… Il  sommo bene è immortale … Il piacere (voluptas) viene preso a noia e dopo il primo impeto marcisce'(cit. Che il problema della felicità fosse profondamente legato alla società consumistica e capitalistica lo aveva capito Christopher McCandless. Tuttavia, sottolinea Max Pohlenz, studioso del pensiero stoico, mentre per il greco bastava conoscere il bene per attuarlo, per Seneca non basta la conoscenza, occorre la 'volontà' : il 'volere' si distingue nettamente dal 'conoscere' e il volere il bene proprio e degli altri costituisce il fondamento della società, secondo uno spirito di fratellanza e d’amore. Tuttavia Leopardi riesce a trovare una scappatoia, una via di fuga all’eterna infelicità a cui sembriamo inesorabilmente destinati. La chiave della felicità: le parole di ... Il 27 gennaio 1922 ci lasciava uno dei massimi esponenti della letteratura italiana e uno dei più illustri figli della nostra Sicilia. Non si tratta di inseguire 'questo o quel piacere, che risulta finito e circoscritto, bensì di un piacere che non ha limiti né per durata perché … non finisce se non coll’esistenza … né per estensione perché sostanziale in noi, non come desiderio di uno o più piaceri, ma come desiderio del piacere … e l’anima amando sostanzialmente il piacere, abbraccia tutta l’estensione immaginabile di questo sentimento, senza poterla neppure concepire, perché non si può formare idea chiara di una cosa ch’ella desidera illimitata'. Dal 2003 l'Unione Europea misura la felicità dei suoi cittadini con sondaggi e domande simili a quelle che sono state fatte ai ... La felicità spiegata nella letteratura meglio degli scienziati . Giuseppe Varone. di. Antonino Tobia. Seguace dell’atomista Democrito nella concezione della natura, Epicuro istituì ad Atene un importante centro culturale, chiamato giardino. L’insoddisfazione umana è un’arma a doppio taglio, forse un lascito dell’uomo primitivo, un meccanismo che ci permettesse di sopravvivere, che da un lato ci spinge a migliorare ma dall’altro ci rende costantemente infelici. Il mito greco faceva coincidere la felicità con la ricerca della verità. Pertanto, la felicità si raggiunge vivendo secondo natura e, accettando con distacco e con rassegnazione la legge che regola il rinnovamento periodico del cosmo. La felicità nella letteratura italiana dal Quattro al Novecento libro di Vincenzo Caputo pubblicato da FrancoAngeli Editore nel 2016 Quando l’operazione fu completata, il saggio iniziò a mescolare i foglietti e, con tranquillità, invitò ciascuno a scegliere a caso un foglietto dalla cesta. Download "L'amore mio italiano" di Giancarlo Buzzi. Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non Commerciale-Non opere derivate 4.0 Italia (CC-BY-NC-ND 4.0 IT) nella collana Critica Letteraria e Linguistica Nella società classicista di Antico Regime la tenuta delle forme letterarie resta sostanzialmente costante, esplicandosi in una solida e codificata grammatica retorica che attraversa i secoli. In Esiodo, la felicità consiste nella giustizia e nel lavoro produttivo di ricchezza. Sono piaceri naturali e necessari tutti quelli legati alla conservazione della vita dell’individuo. Dopo secoli di lotta e di condanna del pensiero epicureo ad opera della Chiesa, esso riappare qua e là in coincidenza con la rinascita della cultura umanistico-rinascimentale. Perché il suicidio riguarda solo il singolo individuo mentre la forza della volontà continua lo stesso il suo percorso attraverso tutti gli altri individui. This website uses cookies to improve your experience. Letto il problema, chi lo riteneva meno assillante di quello che lo tormentava, lo facesse proprio. La felicità nella letteratura italiana dal Quattro al Novecento è un libro a cura di Vincenzo Caputo pubblicato da Franco Angeli nella collana Critica letteraria e linguistica: acquista su IBS a … Secondo Arthur Schopenhauer tutta la realtà è la manifestazione di un unico principio irrazionale: la Volontà infinita ed universale, che si manifesta come istinto di autoconservazione. Ma una tale concezione della felicità, che si basa sull’assenza di turbamenti e richiede l’allontanamento dei piaceri non strettamente necessari, può bastare? I bambini sono felici perché non hanno un file nella loro mente chiamata “tutte le cose che potrebbero andare male”. Il "barlume che vacilla". Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l'anima respira e grazie alla quale vive.» Il Cristianesimo, invece, ha ritrovato la ricostituzione dell’alleanza tra Dio e l’uomo attraverso Cristo, Dio-uomo, che ha tracciato la via della salvezza e riaperto le porte del Paradiso con il suo sacrificio. Alla morale cristiana, considerata la morale degli schiavi, perché improntata ai valori anti-vitali dell’abnegazione, dell’obbedienza e del sacrificio, contrappone la morale del superuomo, che si stacca dal gregge per assaporare l’essenza più vera della vita, privilegiando il corpo sullo spirito e anteponendo l’orgoglio all’umiltà, la sessualità alla castità. Pure Alceo e Saffo, nell’ambito della lirica greca, inseguono la felicità attraverso il piacere del simposio l’uno [1], l’ebrezza dell’amore sensuale l’altra[2]. Non è un caso che Dante collochi nel Limbo i maggiori autori del mondo antico. Il poeta latino Orazio amava definirsi un 'porco del gregge di Epicuro' e in tal senso non volle assumere incarichi pubblici né inseguire ambiziosi sogni di gloria che gli impedissero di vivere appartato, contento di legare la sua felicità al ne quid nimis come regola morale e alla poesia come l’unica arte da coltivare. Non bisogna avere paura della morte, perché al suo sopravvenire noi non sentiamo più nulla a seguito della dissoluzione degli atomi che compongono il corpo e l’anima LETTERATURA. Nietzsche, in tal modo, ripropone una concezione pre-cristiana del mondo, presente nella Grecia presocratica e nelle più antiche civiltà indiane, la quale presuppone una visione ciclica del tempo, in opposizione a quella rettilinea del pensiero cristiano, in cui ognuno momento ha senso solo in funzione degli altri. Prendi, mio caro, le grandi coppe cesellate/ ricolme del vino che Zeus donò agli uomini, quale oblio dei tormenti … ' Alceo, 98 Diehl Si tratta di evidente slealtà intellettuale se, com’è vero, per gli epicurei il sommo bene, cioè la felicità, consisteva nell’assenza di ogni turbamento (apatheia). La felicità nella letteratura italiana dal Quattro al Novecento, a cura di Vincenzo Caputo. Dioniso è il simbolo dell’affermazione integrale della vita, che trasforma il dolore in gioia, respingendo come indegni dell’uomo tutti i valori fondati sulla rinunzia e tutte le virtù che mortificano l’energia vitale. In questo contesto acquista forza particolare la lode della misura e della modestia. È presente nell’opera apparentemente burlesca di F. Rabelais (1494-1553), Gargantua e Pantagruel, in cui il dotto frate benedettino, mentre conduce una satira vivacissima contro la pedanteria scolastica e l’ipocrisia del clero, esalta di contro le gioie materiali ed intellettuali e la libertà dello spirito. Ma appena un desiderio è soddisfatto sorgono altri infiniti desideri, per cui l’infelicità è inesauribile ed eterna. I Rage Against the Machine e la dissonanza cognitiva come provocazione, Quanto è mutevole la natura umana? [1] 'beviamo: perché attendiamo i lumi?/ il giorno è lungo quanto un dito. Da qui si deduce che una ciotola di riso, che rappresenta un bisogno primario, può fare la felicità di un abitante del terzo mondo come l’acquisto di una Ferrari (bisogno voluttuario) può generare momentanea felicità nel capitalista di un Paese ricco.