Nel dicembre del 2007 mi sono ritrovata a fare i conti
con la Celiachia,diagnosticata a mia figlia all'età di 8
anni. Conoscevo tale condizione solo per sentito dire, e
inizialmente confesso che mi sono sentita un pò
spaesata, e tutt'ora capita di avere qualche dubbio, ma
mi son presto resa conto che con gli strumenti giusti e
un'adeguata serenità nell'affrontare i piccoli problemi
che si incontrano durante il cammino,si possono
affrontare tutti gli ostacoli.
La celiachia o morbo celiaco è una condizione genetica. Essere celiaci significa
essere intolleranti al glutine, gruppo di proteine che
si trovano nel frumento, nell’orzo, nella segale e nel
malto, conseguentemente nei derivati di questi prodotti
come la pasta, i dolci, il pane e la birra.
Con l’introduzione del glutine, i celiaci producono
anticorpi che creano uno stato d’infiammazione della
mucosa che distrugge progressivamente i villi
intestinali, gli alimenti non vengono più assorbiti, ed
è così che si manifestano una serie di complicazioni,
quali: diarrea, anemia, magrezza, decalcificazione,
dolori addominali , depressione e irritabilità. L'unica
terapia è, per ora, quella di nutrirsi di prodotti privi
di glutine, questa dieta deve essere condotta per tutta
la vita, anche se i sintomi scompaiono.
La celiachia si può manifestare in molteplici forme:
• Tipica: L’intolleranza si evidenzia a distanza di circa qualche
mese dall’introduzione del glutine nella dieta, con un
quadro clinico caratterizzato da diarrea, vomito,
anoressia, irritabilità, arresto della crescita o calo
ponderale.
• Atipica: Si presenta in età adolescenziale o adulta, la
sintomatologia gastroenterica è per lo più sfumata e in
genere prevalgono altri sintomi, quali deficit
dell’accrescimento della statura e/o del peso, ritardo
dello sviluppo puberale, dolori addominali ricorrenti e
anemia che non risponde alla somministrazione di
ferro per via orale.
• Silente: Ha come peculiarità l’assenza di sintomi eclatanti, e
quindi spesso non viene presa in considerazione neppure
negli ambienti specialistici. L’intolleranza può
comparire più o meno acutamente in un periodo qualsiasi
della vita, spesso dopo un evento stressante quale una
gravidanza o un intervento chirurgico o una infezione
intestinale.
• Latente:
si evidenzia con esami sierologici positivi, il più
delle volte fatti in seguito alla diagnosi di celiachia
da parte di un parente, ma con biopsia intestinale
normale.
La diagnosi si effettua mediante esami del sangue
dosando gli anticorpi anti-transglutaminasi. Per la
diagnosi definitiva di celiachia è però indispensabile
una biopsia dell’intestino tenue, attraverso una
gastroscopia ed il prelievo della mucosa intestinale,
che serve a determinare l’atrofia dei villi intestinali.
Quando la diagnosi è certa, cambiare bruscamente il
proprio regime alimentare richiede una fase di
adattamento al nuovo stile di vita in cui è fondamentale
il sostegno da parte dei familiari.
Il sito dall’Associazione Italiana Celiachia ( www.celiachia.it ) è un ottimo alleato per qualunque
dubbio,trovate l’elenco dei prodotti permessi, quelli a
rischio e quelli vietati. È costantemente aggiornato il
prontuario con la lista dei prodotti confezionati sicuri
sulla base delle informazioni ottenute dalle ditte
produttrici, perché purtroppo i cereali che contengono
glutine possono essere presenti in altri alimenti, e non
solo nel pane, pasta, biscotti, grissini ecc. ,poiché
potrebbero aver subito delle contaminazioni durante
tutte le fasi di produzione. La prima cosa che ho fatto,
quando la diagnosi è stata certa, è stata proprio
l'iscrizione all' AIC , ed al forum che si trova
all'interno del sito, che è un punto d'incontro con
celiaci di tutta Italia, e il sostegno che ci si può
dare reciprocamente è veramente molto utile .
Rispettare una dieta rigorosamente priva di glutine
non è una cosa drammatica, ma certamente pone una serie
di problemi psicologici e pratici con cui i celiaci e le
loro famiglie devono fare i conti. Il veto ad alimenti
comuni quali pane, pasta, biscotti, focacce e pizza
comporta una educazione alimentare ed una consapevolezza
cui molte persone non sono abituate.
Al bambino celiaco sin da piccolo bisogna insegnare
che cosa può mangiare e cosa non può, in modo tale
che anche non in nostra presenza sia in grado di
rifiutare cibo non permesso. Non bisogna nascondere la
celiachia a parenti e amici anzi è importante
sensibilizzare tutte le persone che hanno a che fare con
il bambino proprio per trovare degli alleati. I genitori
devono lavorare molto in positivo, facendo comprendere
l'utilità di piatti variati preparati soprattutto con
prodotti naturalmente privi di glutine e che possono
essere mangiati da tutti i commensali, proprio per
evitare di rimarcare continuamente questa “differenza”. Come mia esperienza personale posso aggiungere che di
primo acchito l'idea che mia figlia dovesse rinunciare
per sempre a pasta, pane, pizza ecc. mi aveva angosciata
molto, ma ora posso dire serenamente che più che un
divieto assoluto si tratta di sostituire tali alimenti
con quelli permessi. In farmacia si trova ogni formato
di pasta consentita, ed il sapore non cambia molto, e,
da non celiaca, posso dire che anzi è molto gradevole.
Il pane e la pizza li cucino io, con le farine
consentite, e la stessa cosa vale per i dolci, torte e
squisitezze varie. Internet è stata una fonte
insostituibile di idee, consigli e ricette. In
particolare il sito che mi è stato più utile di tutti è
il Forum di Cucina in Simpatia ,
che tra tante ricette tradizionali contiene una vasta
sezione dedicata alla celiachia.
Ho aggiunto una sezione di ricette Gluten-free anche nel
mio Piccoloforum, dove mi ripropongo di inserire man
mano i piatti che preparo alla piccola celiaca di
casa, ma che poi in realtà mangiamo tutti quanti !